Pitti: guida semiseria ad un evento di moda

Gen 19 • ModaNessun commento su Pitti: guida semiseria ad un evento di moda

Cosa fare e cosa non fare ad un evento di moda. Piccoli consigli per rendere unica la tua esperienza.

Diciamocelo: Pitti, come la settimana della moda e qualunque evento del fashion business, è una figata pazzesca. Ogni visita è come un viaggio al paese dei balocchi e ritorno, ma senza significativi inconvenienti. Potere del fashion system, potere del miglior Made in Italy.

Il Pitti è una di quelle certezze che scaldano il cuore. Ogni sei mesi, cascasse il mondo, lui torna con la sua carica di lustrini a farci vedere il lato stylish della vita… perché diciamocelo, a volte un po’ di luccichio, seppur fittizio, serve a rendere meno grigia questa nostra Italia.

Ma come tutte le figate anche il Pitti necessità di una guida per essere vissuta al meglio. Ecco, questa è la mia personale guida, plasmata in anni di dure frequentazioni, su e giù per le vie della Fortezza. Piccoli consigli per rendere unica la tua esperienza.

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Imbucarsi ad una festa

Siamo onesti, il Pitti in sé stesso conta il giusto. Il vero, reale, imperdibile must, sono le feste notturne che riviste patinate e brand organizzano nei migliori locali fiorentini. Vip, giornalisti, blogger famosi, questa a grandi linee la compagnia che anima questi eventi e li rende così appetibili (ti ricordi i famosi 15 minuti di celebrità di Warhol?).

Bello, bellissimo quindi. Ma ciò che sembra a prima vista tanto semplice si tramuterà presto in un vero incubo per te. Riuscire ad avere un invito è infatti un’impresa titanica, la cui difficoltà cresce proporzionalmente con l’importanza del party. Preparati, perché per far diventare questo sogno realtà ti toccherà abbassarti alle più basse nefandezze o scendere a patti con il diavolo (quello che veste Prada ovviamente) e potrebbe non bastare.

E se trovi finalmente un invito non cantare troppo presto vittoria: inizia ora con la scelta dell’outfit giusto la vera “Mission Impossible”.

Farsi immortalare da blogger e riviste

Punto complesso questo, perché necessita di coraggio, resistenza e tanta, tantissima caparbietà. Coraggio, hai capito bene. Sì, perché solitamente quelli che vengono fotografati sono anche gli stessi che presentano i look più arditi e spesso (troppo spesso) impresentabili. Quindi se scegli di intraprendere questa strada devi sapere che dovrai scavare nell’armadio e andare contro ogni regola del tuo buon senso stilistico. Ciò che normalmente verrebbe tacciata con il termine “impresentabile” qui al Pitti diverrà improvvisamente (e incomprensibilmente) à la page. Sei così certo di avere così poco senso del pudore?

Chilometri e chilometri avanti indietro per le “vie” di Pitti, adesso capisci perché resistenza? Il moto perpetuo aumenterà infatti sensibilmente le tue possibilità di scontrarsi con i fotografi e quindi di essere immortalato con buona pace dei tuoi piedi. In alternativa c’è sempre la scelta tattica di posizionarsi con piglio da saggio in un punto strategico e aspettare che siano i fotografi ad arrivare da te. Meno stancante ma anche più rischioso. A te l’ardua scelta.

Aperitivo allo stand Desigual

Il Pitti a volte è un evento imperscrutabile, che vive delle regole “non scritte” del fashion business. Tuttavia anni di frequentazione mi hanno chiarito una cosa: a Desigual non gli interessa nulla di mostrare abiti e/o nuove collezioni.

Perché? Partiamo dalla descrizione dello stand: un bar! Sì avete capito bene, il loro stand sembra uno di quei chioschi che riempono Lloret de Mar, dove l’unica cosa che conta è bere e divertirsi. A qualunque ora tu passi di lì lo spazio Desigual è colmo di persone che sgomitano per un bicchiere di bollicine. E la moda? Al secondo bicchiere nessuno se la fila più… minimamente.

Se vai al Pitti per la prima volta e hai dubbi su dove si trovi lo stand non preoccuparti, basta seguire la folla. Non sarai tradito.

Vivere Firenze

Sembrerà una banalità, ma non lo è. Affatto. Firenze durante il Pitti acquista un fascino che non si può descrivere, ma solamente vivere. Da città spesso chiusa in sé stessa e nelle sue tradizioni diventa improvvisamente e solo per questi 4 giorni una metropoli cosmopolita e sofisticata. Stranieri, giornalisti, uomini eleganti, basta un giro in centro per respirare un aria nuova e godere della positiva influenza del Pitti.

Il consiglio è quindi di non fermarsi alla Fortezza da Basso: andate in centro, siediti ad uno dei tanti locali e goditi un brunch o un aperitivo. Chi lo sà, magari seduto al tavolino accanto a te potresti trovare una modella o un celebre stilista. Durante il Pitti tutto è possibile.

Rifatevi il look

A volte lo si dimentica, ma il Pitti è soprattutto moda. Una fucina di piccoli e grandi brand che presentano novità e trend per l’anno che verrà. Quale occasione migliore per scoprire nuovi marchi interessanti e nuove idee per dare linfa al nostro guardaroba?

Se si ha voglia di girare tra gli stand e si ha l’occhio attento non ti nego che si possono trovare veri tesori. Una giacca sartoriale dal taglio originale, un paio di pantaloni con fantasie originali, addirittura delle sneaker fatte in carta. Al Pitti non c’è limite alla creatività.

L’unico inconveniente? Trovare poi i negozi vicini a te che distribuiscano questi marchi… ma per questo la tecnologia ci viene incontro (San e-commerce prega per noi).

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Queste erano le cose da fare per vivere il Pitti al 100%, ma non tutti conoscono le dinamiche di eventi di questa portata, e finiscono col rovinare tutto.

Come? Continua a leggere e scopri cosa NON fare assolutamente ad un evento di moda.

Fare incetta di gadget e riviste

In questo il Pitti perde in parte il suo fascino modaiolo, tradendo la sua natura fieristica. Come succede sempre in eventi del genere, dalla Fiera del muro a secco a quella del Camper truccato, si scatena uno degli istinti più bassi dell’umanità: la travolgente passione per il gratuito. Ho visto cose che voi umani… Gente che si accapiglia per una borsa che ad andar bene forse riutilizzerà per andare a fare la spesa. Donne che pregiudicano la loro sanità fisica trascinando su tacchi vertiginosi zaini carichi di riviste regalate che mai, e sottolineo mai, leggeranno.

Oltre che assai poco edificante, una smodata quantità di gadget ti renderà complesso muoverti e soprattutto danneggerà il tuo studiatissimo look, trasformandoti da top model in erba a casalinga/o disperata/o. Senza contare che potrebbe renderti impossibile portare a termine il punto due delle cose da fare.

Dimenticarsi la macchina fotografica

Ok, tutti noi abbiamo i nostri fidati smartphone corredati di fotocamere da urlo, lo so bene. Però un evento come Pitti merita di essere immortalato con una VERA macchina fotografica, non dico una reflex ma quantomeno una bella compatta.

Troppe le occasioni per realizzare scatti d’eccezione, troppi i personaggi in cui potresti imbatterti.Che sia chiaro, questo non vi dà il permesso per trasformarvi in stalker che scattano a destra a manca senza pudore. Sempre meglio chiedere il permesso prima di scattare, oltre che educato ti farà sembrare anche “professionale”. L’etichetta è d’obbligo, siamo a Pitti.

E poi non neghiamolo… la macchina fotografica dà quel tocco sofisticato e hipster che fa la differenza. Magari ti scambiano per qualche importante blogger e ti invitano ad un party esclusivo (vedi punto 1 delle cose da fare)… chi lo sa.

Andarci di Venerdì

Capisco benissimo, per chi lavora è dura trovare tempo libero per passare una giornata di svago a Pitti, ma non andarci mai di Venerdì. Mai. Non solo butteresti via il costo (non certamente basso) del biglietto, ma soprattutto resteresti deluso. Molto deluso.

Una legge certa quasi come quella di Murphy: l’ultimo giorno è sempre e solo per smobilitare. Non fatevi abbagliare da eventi pubblicizzati o da consigli del tipo “C’è meno gente”, il Venerdì non sà da fare, il Venerdì al Pitti NON esiste.

Nulla di fashion o patinato, assisteresti solo ad un penoso rompete le righe.

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