Cosa prevede la nuova legge di stabilità

Dic 23 • EconomiaNessun commento su Cosa prevede la nuova legge di stabilità

Dettagli e prospettive verso il giudizio di marzo dell’Ue

Il ddl stabilità per il 2015 è approvato dall’aula della Camera ed è diventato legge. Il provvedimento su cui è stata posta nuovamente la questione di fiducia, è stato approvato con 307 voti favorevoli e 116 voti contrari e ha reso operativo il ddl uscito del 15 ottobre. La votazione è stata caratterizzata dalla contestazione irruenta del Movimento Cinque Stelle che ha praticato un forte ostruzionismo, tentando di occupare più volte i banchi del Governo e finita con l’espulsione dall’aula di numerosi parlamentari pentastellati.

Alla fine è passato il provvedimento nelle modalità e nei tempi voluti dal Governo e, nonostante alcune modifiche apportate dal percorso parlamentare, sono state confermate tutte le misure fortemente volute dall’esecutivo.

Renzi aveva promosso la manovra 2015, la prima, a suo dire, a tagliare le tasse invece di aumentarle:

Diciotto miliardi di tasse in meno. La più grande riduzione mai fatta da un governo in un anno. Abbassare le tasse non è di sinistra né di destra, ma è da persone normali perché si era arrivati a un livello pazzesco.

Le  misure principali sono tutte confermate, come il bonus di 80 euro, da cui continuano ad essere escluse le Partite Iva, i bonus famiglia, lo stop ai rincari di Tasi e canone Rai, il rinnovo dell’ecobonus e il TFR richiedibile in busta paga. Inoltre sono previsti sgravi alle assunzioni e all’Irap.

Analizziamo i punti principali per capire cosa cambia realmente per il cittadino:

Bonus 80 euro e partite iva

La misura più pubblicizzata del Governo diventa strutturale, non più un bonus aggiuntivo ma una detrazione che si giustifica con la Ue come una minore entrata per lo Stato e non una maggiore uscita. Resta intatta la platea di lavoratori che ne usufruirà: i dipendenti compresi tra gli 8.000 e i 24.000 mila euro di reddito annuo.

TFR

Nella legge di stabilità è previsto il meccanismo che permette al dipendente di richiedere la quota maturanda del trattamento di fine rapporto in busta paga. L’erogazione finanziata dalle banche è certificata dall’Inps con un fondo di garanzia su cui ci sarà la contro-garanzia dello Stato. Il provvedimento dovrebbe essere operativo a metà 2015 con effetto retroattivo dall’inizio dell’anno.

Irap e costo del lavoro

Sono previsti sgravi per tre anni sui contributi per le imprese che assumono a tempo indeterminato con lo stanziamento di circa due miliardi, a cui vanno aggiunti anche gli ammortizzatori sociali che saranno previsti dal jobs act. Il Governo è intervenuto anche sull’Irap da cui sarà eliminata per sempre, a partire dal 2015, la componente lavoro (per 5 miliardi), che si aggiunge al taglio del 10% già operato nel 2014. Deduzioni per il costo complessivo del personale dipendente. L’agevolazione vale anche per le imprese senza dipendenti, come gli artigiani, grazie ad un credito d’imposta Irap, pari al 10%, utilizzabile in compensazione. Abrogato il taglio Irap previsto nel dl Irpef.

Fondo famiglie

Arriva il “fondo famiglia”, con una dotazione di 500 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2015 da destinare al finanziamento di interventi a favore delle famiglie, anche attraverso misure di carattere fiscale. Inoltre c’è il bonus bebè che dal 2015 al 2017 prevede un contributo fino a 960 euro al mese per i nuovi nati se l’Isee è inferiore ai 25 mila euro.

Lotta all’evasione

Il Governo cercherà coperture attraverso l’inasprimento della lotta all’evasione con la modifica dei controlli fiscali, con l’obiettivo di spingere il contribuente verso l’auto-correzione e punendo invece le frodi e i contribuenti meno collaborativi. Il contribuente potrà avere a disposizione nuovi dati per correggere eventuali errori sui suoi obblighi fiscali e sanando in autonomia la propria posizione. L’autocorrezione prevede la riduzione delle sanzioni a 1/8 del minimo con sanzioni minime rimodulate in funzione dei tempi con cui si sana l’errore. Sono previste sanzioni più ridotte se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni.

Aumento delle tasse per Lavoratori autonomi

I lavoratori con partita iva che non possono beneficiare del bonus Irpef di 80 euro possono però usufruire di un credito d’imposta del 10%. Per quanto riguarda le modifiche fiscali alla gestione separata e al regime dei minimi. Il nuovo regime dei minimi si sostanzia in un aumento dell’imposizione fiscale con la variazione dell’aliquota dei “tecnici” dal 5% al 22,48%. Essa poi sale al 23,77% per l’area economico-sociale, al 24,58% per quella sanitaria e al 25,11% per l’area giuridica. I lavoratori autonomi potranno utilizzare il regime dei minimi per i redditi cumulati fino a 20 mila euro.

Statali e precari della giustizia

Viene prorogato il blocco degli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione mentre per quanto riguarda l’organizzazione dei tribunali per i lavoratori precari in attesa di stabilizzazione non c’è nessun provvedimento.

Bonus edilizia

Sono previsti incentivi del 65% per lavori antisismici e per le ristrutturazioni con finalità di risparmio energetico. Mentre per i lavori di recupero edilizio il bonus sarà del 50%.

Lotto

La gara per l’affidamento del gioco del Lotto viene anticipata di un anno; il gettito previsto in 4 anni ammonta a 750 milioni, di cui 350 il primo anno.

Fs e Poste

Sono previste le norme per  la cessione della rete elettrica di Fs a Terna. Mentre per Poste italiane sono in arrivo 535 milioni per dare attuazione alla sentenza del tribunale dell’Unione Europea  in materia di aiuti di Stato. Il servizio di smistamento postale sarà ulteriormente ridotto e razionalizzato per ridurre i costi.

Pensioni

Non ci sarà penalizzazione per la pensione anticipata i contribuenti che matureranno il requisito di anzianità contributiva per la pensione entro il 31 dicembre 2017. Invece i trattamenti pensionistici non potranno eccedere l’importo previsto dalle regole di calcolo vigenti prima dell’entrata in vigore della riforma pensionistica.

Partecipate e  province

La razionalizzazione delle spese prevede la chiusura o l’accorpamento delle società partecipate di piccole dimensioni. Mentre per il personale  delle province in mobilità saranno previste nuove norme che cerca ricollocherà nei primi due anni i dipendenti in altri comuni, regioni o uffici  per poi negli anni successivi avviare la cassa integrazione.

Regioni

Il Governo ha esteso con un contributo di un miliardo il Patto verticale incentivato per le regioni viene al 2015. Per le regioni si istituisce un un fondo di 100 mln all’anno, fino  al 2017, finalizzato alla concessione di un contributo in conto interessi per le regioni che aprono un mutuo, per le operazioni di indebitamento attivate nel 2015.

Scuola

È previsto il finanziamento di un miliardo di euro per la riforma “La Buona scuola” del 2015, con il piano di assunzione di quasi 150 mila docenti. I lavori del Governo all’emendamento approvato in Senato hanno cancellato però ogni equivoco riferimento alla stabilizzazione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario Ata.

Iva

La possibilità di applicare a partire dal prossimo anno il sistema dell’inversione contabile sulla riscossione dell’Iva per il settore energetico, edile, le imprese di pulizia e per la grande distribuzione, è vincolata al via libera dell’Ue che  in caso di rifiuto prevede l’applicazione della clausola di salvaguardia e l’aumento dell’accise sulla benzina a partire da giugno.

La votazione della legge di stabilità ha rispettato le tempistiche previste dal Governo per il 23 dicembre. Il percorso a tappe spedite dell’esecutivo, però, ha provocato l’ennesima forzatura dei lavori parlamentari costringendo la Camera a votare un testo senza alcuna possibilità di modificarlo.

Portata a casa la manovra, quindi,  il Governo pone ora l’attenzione sui decreti attuativi del Jobs act  e la legge elettorale.

Intanto è in corso la battaglia sommersa per il Quirinale in vista delle dimissioni di Napolitano.

Tutto questo senza tener conto del fondamentale giudizio di marzo dell’Europa sui conti italiani, in cui è in gioco tanta credibilità del Governo.

Se dovesse arrivare un voto negativo da parte di Bruxelles, infatti, si pregiudicherebbero gli introiti dovuti all’inversione contabile dell’iva e  si neutralizzerebbero le riduzioni operate con questa manovra. In questo caso, tra l’ennesimo aumento dell’iva e i tagli più netti chiesti dall’Europa, a soffrire sarebbero ancora di più le tasche degli italiani.

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