Il SalinaDocFest è a rischio. Salviamo le eccellenze italiane

Ago 20 • CulturaNessun commento su Il SalinaDocFest è a rischio. Salviamo le eccellenze italiane

SalinaDocFest

Un’isola incantevole, Salina, nell’Eolie, fa da sfondo ogni anno, dal 2007, al festival del documentario narrativo, coniugando il meglio del cinema documentaristico italiano e internazionale.

Sole, mare e profumo di malvasia accolgono a fine settembre grandi nomi del cinema e della critica mondiale, offrendo uno spazio prestigioso al documentario narrativo, spesso sottovalutato ed escluso dalle grandi distribuzioni.
Tra mille ostacoli e continue sfide, il SalinaDocFest giunge quest’anno alla sua VIII edizione (23/27 settembre 2014), grazie al coraggio e all’ostinata tenacia della sua instancabile direttrice, Giovanna Taviani.

Donne e Mediterraneo

Tema di quest’anno sono le donne e il Mediterraneo. Donne capaci di danzare sugli orli tremuli della vita, sospese tra il baratro e la voglia di riscatto. Donne combattive, ma ancora troppo spesso vittime di ingiustizie, misoginia e violenze. Donne coraggiose in continua trasformazione, capaci di creare ponti tra Occidente e Oriente, identità e diversità, fantasia e realtà.
Il SalinaDocFest premia quest’anno loro, le donne mediatrici culturali, appassionate, caparbie, determinate e lui, il Mediterraneo, la culla di una civiltà straordinaria, capace di risorgere dalle proprie macerie, in uno sforzo accorato e necessario, lo stesso sforzo che ora si richiede al nostro Paese. Abbiamo bisogno di sperare e credere in una rinascita, possibile solo investendo nelle giovani e brillanti eccellenze nostrane, non isolando chi spende idee ed energie per regalare poesia e bellezza.

Una realtà a rischio

Il SalinaDocFest crede e investe nel documentario narrativo come sguardo sul reale, medium di riavvicinamento delle parole alle cose, della memoria storica all’oggi, del cinema ai problemi reali e al sentire comune. Eppure, invece di valorizzare questo cimelio, in Italia non manca chi rema contro ad un Festival che ha portato le isole Eolie alla ribalta internazionale, con uno storico di oltre 1.500 film iscritti e 300 proiettati, 1.000 tra registi e produzioni provenienti da 12 paesi, 200 giornalisti accreditati, partner consolidati in Francia, Germania, Gran Bretagna, Slovenia, Spagna, Marocco, Tunisia, Brasile, Usa.

Dopo il silenzio dell’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia sul bando delle attività direttamente promosse, è arrivata in questi giorni l’ennesima doccia fredda: il SalinaDoc Festival è stato escluso anche dal bando finanziamenti della Film Commission Sicilia.

La Taviani, però, non si arrende si prepara a presentare ricorso per

un atto di cui non comprendiamo le ragioni, che rischia di compromettere l’esistenza di un festival giunto alla sua VIII edizione, ormai affermatosi, in Italia e nel mondo, come una delle più importanti e qualificate espressioni culturali della regione, in un territorio strategico per tutto il turismo siciliano”

Una notizia che mette a dura prova il lavoro organizzativo proprio mentre tanti ospiti prestigiosi (tra cui l’attrice iraniana Golshifteh Farahani, la scrittrice Nahal Tajadod, Irene Grandi, Moni Ovadia) stanno confermando la loro partecipazione a quest’edizione e il Festival si prepara ad organizzare una conferenza stampa di presentazione nazionale alla Mostra del Cinema di Venezia, nello spazio Cinecittà Luce.

Incapaci di valorizzare la nostra bellezza

L’Italia è bellezza, arte, cultura: non può non valorizzare e difendere le proprie eccellenze. Forse è giunto il momento che il nostro Paese impari a rialzarsi sulle proprie gambe, investendo su quei Don Chisciotte che, lottando contro gli ottusi mulini a vento dell’indifferenza tutta nostrana, si spendono umanamente e professionalmente per portare in alto il nome di realtà meravigliose, quanto isolate e spesso abbandonate a se stesse.

Il SalinaDocFest è un patrimonio inestimabile d’arte e cultura; è un bene comune da difendere con le unghie e con i denti. È una chance per riscattare l’onta di chi scioccamente crede ancora che non la cultura non si mangi.
La cultura è cibo per le menti, passione per il cuore, risorsa economica per chi ha ancora il coraggio di lottare e credere in qualcosa che molti non riescono più a vedere. Aiutiamoli a rimuovere quel velo di miopia.

Salviamo l’eccellenza. Salviamo il SalinaDocFest.

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