Teresa Buonocore: commemoriale per la mamma coraggio

Set 21 • AttualitàNessun commento su Teresa Buonocore: commemoriale per la mamma coraggio

A tre anni dalla sua uccisione, al palazzo San Giacomo si ricorda la triste vicenda di Teresa Buonocore


Era il 20 settembre del 2010 quando Teresa Buonocore venne uccisa con 20 colpi di pistola da due ragazzi in motorino, nei pressi del sottopasso del Ponte dei Francesi a Portici. La colpa di Teresa, se così possiamo chiamarla, fu quella di denunciare l’uomo che abusò di una delle sue figlie.

Le figlie della donna frequentavano la casa di Enrico Petrillo, essendo amiche delle figlie. Proprio nell’abitazione, mentre la moglie era assente per lavoro, l’uomo abusò di una delle bambine. Fu un vicino di casa ad accorgersi di quanto avveniva e a rivolgersi alla Polizia: solo allora Teresa Buonocore venne a conoscenza della storia e non esitò a costituirsi parte civile nel processo per gli abusi sessuali.

Nonostante la condanna a 15 anni di reclusione, Perillo sarebbe riuscito comunque a “commissionare” l’omicidio di Teresa ad Alberto Amendola tramite una lettera criptata: “Fai fare i lavori alla casa in Calabria, trova il muratore adatto, la pala non ti manca; ci stanno 15.000 euro“. Il “muratore adatto” fu individuato in Giuseppe Avolio.

Una vicenda che, a tre anni di distanza, non è stata mai dimenticata e che oggi è stata ricordata a Palazzo San Giacomo da una commemorazione, organizzata dal Comune di Napoli in collaborazione con l’associazione “Libera, il coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, e la fondazione Po.li.s, che ha visto presenti varie autorità locali. In primis, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris che ha dichiarato:

Innanzitutto dobbiamo ricordare una vicenda sconvolgente di una madre che ha difeso la figlia e avuto il coraggio di denunciare e l’ha fatto in un contesto difficile per il quale è stata ammazzata. Le storie come quelle di Teresa non sono poche e molte sono quelle che non si conoscono e non si vengono a sapere. La sua è stata una portata rivoluzionaria perché c’è stata la forza di denunciare. Oggi è una bella pagina per ricordare Teresa riunendo i suoi familiari e le istituzioni. È la cultura che sconfigge la violenza. È stato un atto talmente barbaro che non si riesce a distinguere tra criminalità organizzata e un crimine comune. Perché non si commette un omicidio di questo tipo senza averlo pianificato, non è stato un omicidio passionale d’impeto, è stato un omicidio per dare un messaggio chiarissimo non solo a Teresa ma a chiunque potesse pensare di denunciare. Ecco perché bisogna ricordarlo con la medesima forza in modo che le istituzioni, le persone, la cultura prendano sopravvento sulla forza della violenza

Altra figura di rilievo, l’avvocato Elena Cocciavice presidente del consiglio comunale di Napoli e all’epoca legale di Teresa:

Ricordo il giorno che Teresa è venuta da me. Si rivolse a me perché altri avvocati avevano rifiutato la sua difesa, e oggi ancora ricordo i suoi occhi feriti, da cui traspariva il male che le avevano fatto. Ma non si è mai arresa e ha lottato come un leone. Era sempre pronta e attenta. Nonostante la sua lotta, io credo che Teresa non abbia avuto ancora tutta la giustizia che merita, perché i suoi assassini hanno avuto una condanna lieve. A Teresa sento di dire che il suo sacrificio è stato quello di tutte le mamme d’Italia e del Mondo e noi ti ringraziamo per averci dato questo esempio

Al termine dell’incontro c’è stata una breve lettura su Teresa Buonocore. Ecco il video del finale:

Nella mattinata, a Portici, c’è stata invece la deposizione di un cuscino di fuori sulla tomba di Teresa e l’inaugurazione di una targa nei pressi del ponte sotto il quale la donna perse la vita. A presenziare, oltre all’attuale Sindaco di Portici Nicola MarroneVincenzo Cuomooggi Senatore della Repubblica, che all’epoca della triste vicenda era primo cittadino, che si è cosi espresso:

 

Ricordare Teresa Buonocore significa onorare una straordinaria donna, una madre coraggiosa ma soprattutto una persona che aveva una gran fiducia nelle istituzioni e una gran voglia di giustizia. Questa sua voglia ci deve indurre a volere una giustizia non solo mediatica ma soprattutto umana, che di fronte a quella gente che non ha paura non arretra e che di fronte al dolore reagisce con forza. Teresa ha rappresentato tutto questo e oggi rincontrare le figlie e la sorella è una gioia, persone segnate dal dolore che non si sono mai arrese alla paura, mi fa credere che il suo esempio ci ha consegnato altre straordinarie donne. È una bella pagina per le nostre comunità e soprattutto per la nostra terra. All’epoca io ero sindaco di Portici e da un episodio cosi tragico ho tratto delle esperienze straordinarie di vita. Sono grato alla vita perché ho conosciuto Teresa Buonocore e la sua incredibile tenacia

Una giustizia, però, che sta stretta alla sorella della vittima, Pina Buonocore, tutore delle nipotine, che ritiene troppo miti le condanne ai killer: 18 anni a Giuseppe Avolio, 21 anni ad Alberto Amendola e l’ergastolo per Enrico Petrillo, confermate dalla Corte d’Assise di Appello di Napoli.

Altra beffa, quella sul mancato risarcimento alle parti civili – quali figlie, madre e sorella della vittima – nonostante la conferma della condanna. E su questo Pina esprime il suo dissenso:

Avevamo avuto un risarcimento di 200 mila euro che non ci è stata risarcita perché questo mandante, quest’orco si è spogliato dei suoi beni e gli è stato anche permesso di far entrare un notaio in carcere. Non siamo state tutelate anche sotto questo aspetto. Sì, il mandante ha avuto l’ergastolo ma gli esecutori hanno avuto delle pene irrisorie. Ogni volta che sono stata in tribunale hanno ucciso mille volte Teresa. Morire barbaramente per difendere i propri diritti è sempre un’ingiustizia

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