Stefano Benni parla d’amore al pubblico napoletano

[highlight]Il celebre scrittore bolognese ricorda al pubblico napoletano la vera essenza dell’amore con il suo spettacolo “Cinque racconti sull’amore”[/highlight]


Cos’è l’amore? E, soprattutto, quante facce ha? Con la sagacia e la mordente – ma allo stesso tempo garbata – ironia che lo contraddistingue, Stefano Benni ha provato a confrontarsi con l’annoso tema portando in scena, nell’ambito della rassegnaEffetto Museo, il suo “Cinque racconti sull’amore”.
Lo spettacolo, presentato in anteprima e in esclusiva nazionale, si è tenuto nella suggestiva cornice di Villa Pignatelli. Sul palco il Lupo – soprannome che il maestro utilizza dall’infanzia – ha scelto di accompagnarsi con la versatile e brava Brenda Lodigiani. Il sarcasmo e l’ironia sono armi sottili e subdole, e solo chi è avvezzo a utilizzarle ne conosce le molteplici sfaccettature, sa che servono a difendersi in alcune circostanze e ad attaccare in altre, ad addolcire in maniera auto ingannevole le delusioni, ad affrontare con apparente leggerezza il dolore e la disillusione.
In apparenza si parla d’amore, ma in realtà sul palco dominano il dolore e la delusione, il tormento e l’attesa vana, la condanna delle apparenze e della propensione a voler credere che le cose siano diverse da come in realtà sono.
Non si può restare indifferenti, non pensare alle proprie vicende personali, alle proprie storie d’amore infelice. Chi di noi non è rimasto vittima, almeno una volta nella vita, di “Amikinontamanonamikitama”, il dio degli amori non corrisposti? Quanti continuano ad affidare alle scelte, spesso bizzarre del destino, le proprie sorti? E chi non si è lasciato affascinare dal perverso gioco delle coincidenze?
Il lupo però perde il pelo ma non si nega la possibilità di esibirsi in una deliziosa versione rap della fiaba di Cappuccetto Rosso.

Lo spettacolo è  piacevole, scorre via veloce senza momenti di noia, né cali di attenzione.
L’amore, forse, non esiste, di certo non è eterno, e la sua celebre poesia “Le piccole cose che amo di te” ce lo ricorda magistralmente.

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