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Daniela D’Oria: la perfezione non esiste. Nemmeno nell’arte.

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Daniela D'Oria

[highlight]La giovane pittrice e scultrice ci racconta la sua visione del mondo e dell’arte[/highlight]

Una pennellata decisa e la realtà prende forma. È quello che si può scorgere dalle tele dell’artista Daniela D’Oria, pittrice e scultrice laureata all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Alla Distilleria/Feltrinelli Point di Pomigliano d’Arco le sue opere hanno accompagnato l’esibizione dei Cirque des Rêves, con un live painting eccezionale.

Lottando contro la sua timidezza, Daniela ha acconsentito a rispondere a qualche domanda.

Quanto può essere comunicativo un autoritratto?

L’autoritratto è un modo per mettersi a nudo mostrando il proprio mondo interiore. Quindi, è possibile trasmettere il proprio modo di soffrire e di vivere le emozioni.

Qual è la sua visione della realtà circostante?

Vedo una società troppo impegnata ad apparire, una società dove l’aspetto esteriore, un corpo perfetto, conta più di qualsiasi cosa. Nei miei lavori cerco di diffondere il messaggio di apprezzarsi di più per quello che si è, valorizzando l’aspetto interiore di se stessi, e che la perfezione non esiste. Lo faccio attraverso la rappresentazione di corpi femminili pingui e sformati ma che trasmettono una forte sensualità. Con questo non promuovo l’obesità, ma cerco in chiave ironica di comunicare il mio pensiero.

Cosa preferisce di più tra la pittura e la scultura?

Non ho una preferenza in particolare, sono due tecniche che permettono di liberare la mia creatività. Sicuramente prevale la scultura perché il mio modo di dipingere è di timbro materico, quindi è fortemente influenzato da essa.

Come è stato collaborare con l’artista Costabile Guariglia?

Guariglia è un artista e soprattutto un amico che stimo tanto. Collaborare con lui mi ha portato a scoprire un nuovo modo di fare arte, usando il mio corpo. Ogni performance a cui ho partecipato è stata sempre una forte emozione, in quanto nella maggior parte dei casi si interagisce con il pubblico che diventa parte integrante dell’opera. Però come non menzionare l’artista Giovanna D’Amico che mi ha spinta a credere in me stessa ed entrare a far parte del gruppo mettendo alla prova soprattutto la mia timidezza.

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