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Nocerina Calcio, ecco i commenti a caldo sulla sentenza

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Sentenza Nocerina Calcio

Sentenza Nocerina Calcio[highlight]Dopo il derby farsa, Nocerina esclusa dal campionato di Lega Pro e tesserati squalificati. Ecco i primi commenti sulla vicenda[/highlight]

La rabbia e l’orgoglio. Di una società sportiva, ma anche di una cittadina, Nocera Inferiore, ormai da mesi al centro delle cronache e non certo per meriti.
Oggi la Commissione Disciplinare ha sancito l’esclusione della Nocerina dal campionato di Lega Pro, con tanto di ammenda e squalifiche per i tesserati, dopo quanto accaduto a novembre durante il derby mai disputato con la Salernitana.
La prima risposta a caldo arriva proprio dall’interno, dal direttore generale della Nocerina, Luigi Pavarese, squalificato per 3 anni e 6 mesi:
[quote]una sentenza assurda, siamo noi le vittime di quanto accaduto[/quote]
sostiene l’ex diesse del Napoli, che poi annuncia il ricorso e spiega:
[quote]Non riesco a spiegarmi come mai per la giustizia ordinaria sono parte lesa, mentre per quella sportiva sono io il mostro. I nostri avvocati sono già all’opera e stanno studiando il dispositivo della sentenza per poter presentare ricorso con procedura d’urgenza.[/quote]
Esprime profondo e totale rammarico per la sentenza il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, che però è convinto:
[quote]La città di Nocera non retrocede, ma mantiene comunque viva la sua antica civile appassionata tradizione.[/quote]
Invece, dopo la sentenza, il pensiero di Umberto Calcagno vicepresidente Aic, è maggiormente rivolto ai tesserati della Nocerina Calcio:
[quote]Resta il rammarico per la squalifica dei 5 calciatori anche se, essendo la sentenza di primo grado, auspichiamo che nei successivi gradi di giudizio la situazione possa cambiare. Stiamo parlando di ragazzi molto giovani che anche la Commissione, concedendo le attenuanti, ha considerato l’anello debole di tutta la vicenda.[/quote]
Tra gli squalificati è paradossale il caso di Lorenzo Remedi, per il quale la Disciplinare non mette in dubbio che si sia realmente infortunato, ma lo condanna perché ritiene ci sia “la volontà del predetto di realizzare l’evento infortunio”. Sarcastica l’Aic, che in una nota commenta:
[quote]Come dire che un tesserato mette a repentaglio volontariamente la propria integrità fisica per poter abbandonare il campo…[/quote]

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