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Il latte materno protegge dall’Hiv

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Latte materno e Hiv

[highlight]Alcuni ricercatori americani hanno scoperto una proteina nel latte materno che previene l’Hiv[/highlight]


Il latte materno è il miglior nutrimento per i neonati ed è fortemente consigliato dai pediatri di tutto il mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ad esempio, raccomanda l’allattamento materno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita del bambino, di proseguire anche dopo lo svezzamento, fino al compimento del primo anno di vita; e suggerisce di andare avanti fino ai due anni e oltre, se il bambino continua a gradirlo.

Già questo dato basterebbe a far capire quanto sia importante il latte materno per un bambino. Ed esistono molti studi che dimostrano che l’allattamento al seno riduce le possibilità di avere la malattia di Crohn, diabete di tipo 2, favorisce la crescita, le facoltà cognitive, rinforza il sistema immunitario, aumenta l’altezza e diminuisce la massa grassa.

Ma i vantaggi non sono solo per il piccolo, perché riguardano anche le mamme: infatti, durante il periodo di allattamento il corpo della donna produce ormoni che favoriscono il rilassamento e la serenità, aumentano l’istinto materno e il legame affettivo con il proprio pargolo, si registra una riduzione dei casi di depressione post-parto e riduce il rischio di tumore alle ovaie e alla mammella.

Insomma, chi ha la fortuna di poter allattare il proprio bambino può godere di innumerevoli benefici per sé e per il neonato.

I ricercatori della Duke University School of Medicine hanno fatto un’importantissima scoperta in merito all’allattamento al seno. Infatti, è stata rinvenuta nel latte materno una proteina, chiamata Tenascina-C, che previene l’infezione del virus Hiv responsabile dell’Aids.

La proteina permette di isolare e inattivare il virus dell’Hiv, e questo spiega finalmente perché i neonati allattati al seno da mamme sieropositive molto spesso non vengano contagiati.

Gli scienziati hanno dichiarato che la proteina può essere sviluppata e utilizzata per prevenire la trasmissione orale dell’Hiv nei neonati.

Potrebbe essere una svolta nella lotta all’Aids, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo,  in cui l’allattamento materno è spesso l’unica fonte di sopravvivenza e di protezione dalle infezioni per il neonato. 

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