Napoli, un comune a caccia di soldi in cambio di niente

Lug 30 • ViaggiNessun commento su Napoli, un comune a caccia di soldi in cambio di niente

L’ennesima dimostrazione, di una classe politica distante ed indifferente, è offerta dall’aumento della tassa di soggiorno, che il Comune di Napoli ha imposto agli albergatori napoletani e, di conseguenza, alle migliaia di turisti che, soprattutto, in questo periodo affollano la nostra città.

L’aumento di 50 centesimi, deliberato dal comune di Napoli, della quota riservata ai turisti come tassa di soggiorno, è la palese ammissione di incapacità a guardare, con oggettiva attenzione, ai tanti problemi di questa città, da parte del Sindaco e della sua variegata giunta. Una oggettiva valutazione dello stato di grave degrado in cui versa la città avrebbe dovuto consentire, a chi ha a cuore il bene e il decoro di questa, malgrado tutto, meravigliosa perla del mediterraneo, una attenta verifica dello stato dell’arte di alcune criticità che ne caratterizzano la quotidianità.

Parliamo, ad esempio, della raccolta dei rifiuti, dello stato dei trasporti, sia su gomma che su rotaie, del traffico caotico che ne contraddistingue le strade, anche importanti, dello stato in cui versano alcuni monumenti importanti della città, ecc.

Invece di preoccuparsi di queste cose, elementare pane di chi governa una città ricca di bellezze storiche ed artistiche, la nostra classe di amministratori locali pensa a “fare soldi” a scapito dei cittadini e degli operatori economici. Quando non se la prende, addirittura, con i malcapitati turisti che, invogliati dalla ricchezza di questa nostra terra, a frotte arrivano portando denaro e presenze che ne arricchiscono la fama.

Credo che sarebbe stato più opportuno apportare provvedimenti utili a disciplinare il traffico, una presenza più massiccia ed attiva di operatori ecologici utile a garantire una maggiore e opportuna pulizia alle strade, migliorare il livello di preparazione, magari con opportuni e necessari corsi di lingue, dei nostri vigili urbani. Oppure ridare, con una opportuna pulizia, decoro a tanti monumenti bistrattati dall’incuria e dalla inciviltà. Evitare disagi sul piano dei trasporti ai tanti turisti lasciati, spesso, alla mercé di scadenti servizi e mancate informazioni.

Forse se tutto questo fosse stato fatto, garantendo ai tanti turisti che vi arrivano, condizioni degne di una città dalle tradizioni di Napoli, avrebbero trovato, nell’aumentare la tassa di soggiorno, un’attenzione diversa e ben altro accoglimento.

Ma, come si dice a Napoli: “chesto è ‘o lignammo..”.

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