Google Glass, aperta la vendita negli USA

Mag 14 • TecnologiaNessun commento su Google Glass, aperta la vendita negli USA

Google Glass in venditaL’azienda di Mountain View compie un altro importante passo verso la distribuzione dei suoi occhiali intelligenti allargando ufficialmente il suo programma “Explorer” a tutti gli utenti statunitensi. Ma il prezzo al pubblico resta ancora troppo alto

Qualcosa finalmente si muove. Dopo mesi di silenzi ed incertezze in merito all’evoluzione del progetto Google Glass, l’azienda guidata da Larry Page ha finalmente compiuto un passo avanti verso la diffusione degli occhiali intelligenti che promettono – ormai da diversi anni – di rivoluzionare il settore tecnologico e guidare il mercato dei dispositivi indossabili. E’ attraverso una nota pubblicata sul suo blog ufficiale, infatti, che Google ha annunciato l’estensione del programma “Explorer” a tutti gli utenti statunitensi ad un mese dall’esperimento dello scorso 15 Aprile, quando per sole 24 ore l’azienda di Mountain View aprì la vendita dei suoi Glass negli USA.

Nella nota di Google si legge:

La scorsa settimana vi abbiamo parlato di come avremmo provato a cercare nuove strade per trovare nuovi tester. Bene, non stavamo scherzando. Abbiamo imparato molto quando abbiamo aperto il nostro sito un paio di settimane fa, quindi abbiamo deciso di passare a una versione beta più aperta. Siamo ancora nel Programma Explorer per continuare a migliorare il nostro hardware e software, ma a partire da oggi chiunque negli Stati Uniti è possibile acquistare il vetro Explorer Edition. Siamo pronti a incontrare nuovi “esploratori” e non vediamo l’ora di ascoltare tutte le vostre esperienze e feedback per continuare a fare ancora meglio per i Glass, prima del rilascio definitivo

Alla nota viene allegato un indirizzo attraverso il quale è possibile iscriversi al programma e diventare uno dei fortunati “esploratori” che in anteprima – rispetto al resto del mondo – potranno mettere le loro mani su un nuovo paio di Google Glass.

Sono pochi e semplici le regole da rispettare: bisogna avere un età pari o superiore ai 18 anni,  avere la residenza negli Stati Uniti e versare nelle casse di Google la “modica” cifra di 1.500 $. In estrema sintesi, nulla di diverso di quanto richiesto per i primi acquirenti che già nel corso del Google I/O del 2012 firmarono per avere in esclusiva un esemplare dei famosi occhiali intelligenti, tranne forse per le nuove colorazioni disponibili: Charcoal, Tangerine, Cotton, Shale e Sky. Ed è proprio partendo da questa considerazione che iniziano a sorgere le prime perplessità sulla strategia che l’azienda di Mountain View sta mettendo in atto per la distribuzione dei suoi Glass. Ci si chiede, prima di tutto, per quale ragione, a distanza di quasi due anni dalla prima apparizione in pubblico degli occhiali, si parli ancora di una fase “Beta” (seppur camuffata con il nome di “Programma Explorer”).

Dopotutto, i pregi e i difetti dei Google Glass sono noti a tutti da tempo e se da un punto di vista software le innovazioni sono state numerose (a giorni è atteso l’aggiornamento XE17.1 che estenderà la compatibilità con l’app per smartphone MyGalss), da quello hardware – variante cromatica a parte – non sembrano essere stati compiuti passi avanti. Ed è proprio l’arretratezza dei componenti hardware (paragonabili a dispositivi portatili ormai di fascia bassa) che non trova spazio un altro punto critico della strategia di Google, ossia il prezzo. Pagare un paio di occhiali digitali 1.500 $ nel 2012 in anteprima mondiale, sapendo di essere tra i pochi a poter disporre della “tecnologia del futuro”, probabilmente è anche comprensibile. Ma due anni dopo, con ben poche novità ed una produzione in scala decisamente superiore, un prezzo così alto sembra essere il frutto di un allineamento al bagarinaggio degli ultimi mesi. Insomma, nonostante i buoni propositi e le evidenti innovazioni che il progetto Google Glass porta con se, è inevitabile parlare di un clamoroso ritardo sulla tabella di marcia, oltre che di una strategia commerciale piuttosto confusa.

Non resta che attendere il prossimo passo di Google verso una maggiore diffusione dei suoi occhiali intelligenti, sperando che coincida con una distribuzione su scala internazionale.

Licenza Creative Commons

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »