Cos’è Tizen e perché Samsung vuole sostituire Android

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Con il Samsung Z1 l’azienda coerana spera di superare la dipendenza dal sistema operativo di Google

Samsung presenta il Samsung Z1, il primo smartphone con sistema operativo Tizen che sarà lanciato inizialmente in India e nei mercati emergenti.

Con questa scelta di mercato la casa coreana intende sviluppare la strategia già presentata al CES 2015, cioè quella di creare un ecosistema interconnesso tra i vari dispositivi intorno a un sistema operativo proprietario così da superare la dipendenza da Android.

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Le origini di Tizen

Tizen nasce come una piattaforma completamente Open Source basata su Linux e disegnata per supportare dispositivi mobili e non mobili diversi. Il progetto inizialmente ospitato dalla Linux Foundation con un team di sviluppatori finanziato da Intel e Samsung fu sviluppato a partire da Meego per sostituire lo stesso sistema operativo.

L’idea da parte di Samsung di creare un sistema operativo proprio su cui basare la connessione tra i suoi prodotti non è nuova. Nel 2009 era stato lanciato Bada con alcuni smartphone che però non avevano riscosso tanto successo, anche a causa dello scarso numero di applicazioni.

Samsung decise quindi di accantonarlo in favore di Android e poi di Tizen.

La strategia di Samsung

La decisione di Samsung di rendersi indipendente in maniera graduale da Android può essere concepita nell’abbandono progressivo di sistema operativo su cui ha pochissimo controllo e su cui si basa gran parte del proprio core business in ambiente smartphone e tablet. Per un leader di settore come l’azienda coreana, infatti, questo significa un eccessiva dipendenza nei confronti di un’altra azienda a essa concorrente, come Google, ed era inevitabile che prima o poi si decidesse in questo senso.

Il lancio del primo smartphone con Tizen riguarderà inizialmente il mercato indiano, avrà un costo che si aggirerà intorno ai 78 euro e in base al successo ottenuto potrà essere poi messo in vendita negli altri mercati asiatici.

Le caratteristiche tecniche dello Z1 sono quelle tipiche della gamma low cost con uno schermo touchscreen da 4 pollici, una memoria interna da 4 GB ma espandibile fino a 64 GB), 768 MB di RAM, un processore Intel da 1.2 GHz e una fotocamera da 3.1 megapixel.

La sfida di Samsung arriva forse con qualche anno di ritardo rispetto ai competitor che hanno già maturato un’esperienza notevole in tal senso. Samsung ha fino a ora dominato il mercato, ma la scelta di sposare Android e delegare lo sviluppo del sistema operativo a un altro colosso come Google ne ha reso molto debole e dipendente da altri il futuro.

L’obiettivo è quello di seguire l’esempio prima di Google stessa ma soprattutto di Apple che, attraverso la produzione di dispositivi interconnessi tra loro, ha creato un sistema chiuso e interconnesso.

Il rischio di veder fallire il proprio progetto in un mercato in esubero e inflazionato è grande. Esempi come quelli di Blackberry e Nokia sono un forte monito per Samsung, mentre le difficoltà e il lungo periodo di sviluppo per i Windows phone di Microsoft testimoniano le difficoltà di entrare nel mercato attuale con un proprio Os al di fuori dei due colossi che controllano il  95.8% del mercato.

Il problema delle app

Se uno dei punti di forza del nuovo sistema operativo presente sullo Z1 sembra essere la durata della batteria, grazie alle ottimizzazioni hardware e software che rappresenta forse la maggiore pecca di Android, il punto debole più sensibile è rappresentato dalla mancanza delle maggiori applicazioni che ne limitano la diffusione. In ambiente mobile, le app sono diventante un concetto imprescindibile e possono essere la chiave per il successo di un sistema e invece esserne la sua condanna più della fluidità, della stabilità o della velocità del sistema stesso.

Anche per Tizen il problema dell’assenza di un buon numero di app è di assoluta rilevanza. Attualmente le maggiori applicazioni social, come quelle di Google, Facebook e Twitter mancano mentre è disponibile solo Whatsapp.

Samsung è conscia che senza app il suo sistema operativo non ha futuro e quindi ha già predisposto una serie di incentivi per gli sviluppatori a sostenere lo sviluppo di App per Tizen.

Inoltre attraverso alcuni sviluppatori ha anche pensato di sfruttare l’esperienza con Android attraverso l’Application Compatibility Layer di OpenMobile. Questo programma presente nello store di Tizen permette di far partire app di Android, sebbene Tizen non sia compatibile con il sistema operativo di Google.

Nel lungo periodo questa non sarà la soluzione adeguata al problema soprattutto perché Google potrà facilmente opporsi a questa discutibile strategia.

Prospettive future

Samsung comunque nel breve periodo cercherà di porre rimedio al problema delle app soprattutto incentivando gli sviluppatori a creare applicazioni in grado di funzionare su smartphone, fotocamere, smart tv, smartwatch ed elettrodomestici. È infatti questa strada che vuole intraprendere l’azienda coreana, creare un sistema interconnesso e indipendente.

Il lancio dello Z1 rappresenta un test per capire se il mercato lascia ancora margini di intervento e se il duopolio Android-Ios con Windows phone in terza battuta sia proprio impossibile da rompere.

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