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Vergogna da stadio: l’antisemitismo nel derby di Roma

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Vergogna stadi. Antisemitismo a Roma

[highlight]Le ingiurie, i cori, gli striscioni, gli adesivi di Anna Frank e la rabbia della comunità ebraica. Tra Curva Nord e Sud, a Roma è anche derby di… antisemitismo[/highlight]

C’è anche l’antisemitismo nella collezione dei mali del calcio moderno. Le frange più violente  del tifo italiano (dove per violenza si intende sia quella fisica che verbale) hanno più volte richiamato lo sterminio degli ebrei nei loro striscioni, nei loro cori mediocri. Il derby Roma-Lazio è stato spesso teatro negli ultimi anni di queste manifestazioni vergognose. Episodi, schermaglie, insulti, che resteranno purtroppo impressi nella memoria degli appassionati di calcio (e non solo).     

29 novembre 1998, Lazio-Roma. Nella curva biancoceleste sventolano due striscioni: Giallorosso ebreo” e “Auschwitz la vostra patria, i forni la vostra casa”. Tanto sgomento, nemmeno una multa. L’indomani la comunità ebraica della capitale esprime così il suo disappunto:

[quote]Il limite è stato superato[/quote]

E invece no. Il 29 aprile 2001 i laziali si ripetono e gridano ai cugini della Curva Sud: “Squadra di negri, curva di ebrei”.

Dieci anni dopo, il 16 ottobre 2011, nel giorno dell’anniversario della deportazione di 1024 ebrei romani, i laziali cantano cori vergognosi come “Giallorosso ebreo” e “Roma Juden Club”. Ancora una volta la comunità ebraica urla allo scandalo, con le parole del presidente Riccardo Pacifici:

[quote]In questo momento, dalla curva Nord dello stadio Olimpico, continuano ad arrivare insulti agli ebrei e non solo. Di questo siamo stanchi e non vogliamo parlare[/quote]

Più la posta in gioco è alta, più il derby capitolino esplode in inappropriate manifestazioni antisemite. Il 26 maggio 2013 le due squadre giocano la storica finale di Coppa Italia all’Olimpico. Nelle settimane precedenti, nei quartieri romani si respira un’aria tesa e non mancano le scritte offensive nei confronti degli ebrei. La tragedia più bersagliata è quella di Anna Frank: nel rione Monti compaiono adesivi della ragazza con la maglia giallorossa.  Sui muri del quartiere Testaccio, i romanisti scrivono: “Anna Frank tifa Lazio”, o ancora “Laziale sionista”.
Durante la partita, i tifosi della Nord prendono in giro il sogno romanista di conquistare la stella d’argento, che spetta a chi vince 10 coppe nazionali: “La storia è sempre quella, sul petto vuoi la stella” (e sullo striscione campeggia una stella, ma quella di David). Alla fine, però, il gol di Lulic distrae tutti. L’unico trionfo che trova spazio sui giornali è quello laziale, non quello della stupidità, e l’unica umiliazione di cui si parla è quella subita da Totti e compagni.

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