Nba Finals, Gara 4. Miami non può sbagliare

Giu 12 • SportNessun commento su Nba Finals, Gara 4. Miami non può sbagliare

Nba Finals Gara 4

Tra poche ore il match tra Heat e Spurs. Una gara decisiva per la squadra di Lebron James, che non può vincere da solo.

Se qualcuno pensava a delle Nba finals noiose e scontate si è dovuto ricredere, visto lo spettacolo dei primi tre capitoli della sfida tra San Antonio Spurs e Miami Heat.

La serie è tra le più equilibrate di sempre e non smette di regalare emozioni a ogni partita. Questa notte, all’American Airlines Arena di Miami, Lebron James e compagni dovranno giocare la partita della vita se non vorranno andare sotto sul 3-1 e offrire poi due decisivi match point agli Spurs di un immortale Tim Duncan e della stella nascente Kawhi Leonard

San Antonio Spurs e il sistema Popovich

Come l’intera regular season e la serie di playoff di Conference hanno dimostrato, i San Antonio di coach Popovich giocano la migliore pallacanestro dell’intera lega. Il sistema ideato negli anni dall’allenatore – alla guida degli Spurs dal 1996 e premiato in questa stagione come allenatore dell’anno – prevede che la palla sia sempre in movimento e si basa sull’idea che solo facendo gioco di squadra si possa battere una corazzata come quella di Miami e ci si possa esprimere al massimo.

La nostra squadra non è abbastanza forte per pensare di vincerla giocando individualmente. Non possiamo mettere la palla nelle mani di un giocatore e sperare di avere successo. O la muovi o muori.

Miami Heat in difficoltà

Dall’altro lato Miami in queste prime gare sta evidenziando difficoltà a entrare in partita, forse anche a causa dei playoff un po’ più agevoli della Conference est. Non riesce a tenere il ritmo degli Spurs nei primi quarti e si trova sempre a dover recuperare nel secondo tempo con un dispendio di energie non indifferente. Il gioco degli Heat, oltre a confidare nelle giocate delle tre stelle Lebron James, Dwyane Wade e Chris Bosh, si basa sulla capacità di alzare l’intensità difensiva e offensiva all’estremo che, con giocatori di “seconda linea” come Ray Allen, diventa micidiale.

Gara 1

In gara 1 gli Spurs sono riusciti a giocare una partita di altissimo livello trascinati dal redivivo Duncan e sfruttando il calo di concentrazione degli Heat. Inoltre il blackout all’aria condizionata dell’At&t Center di San Antonio e il caldo insostenibile che ne era conseguito aveva reso difficilissimo il recupero agli Heat, anche a causa dell’infortunio di Lebron James, costretto a uscire nei momenti caldi dell’ultimo quarto.

Gara 2

In gara 2 Miami è riuscita a capovolgere la situazione e a sbancare il parquet degli Spurs con una seconda parte di gara sontuosa. Gli Heat, infatti, si sono trovati sempre a inseguire fino a che “The King” James nel terzo quarto ha deciso di spaccare l’incontro con due quarti fenomenali e una partita da 35 punti e 10 rimbalzi, coadiuvato magnificamente anche da Dwyane Wade e da Chris Bosh, che ha segnato la tripla decisiva.

Gara 3

In gara 3 il sistema Spurs è tornato a funzionare alla perfezione dopo il blackout dell’ultimo quarto della precedente partita. Infatti, il primo tempo eccezionale sia per gioco che per percentuali da tiro ha fatto sì che la partita si potesse incanalare subito nella direzione texana. Inoltre, la splendida prestazione di Kawhi Leonard e le percentuali al tiro strabilianti (primo tempo da record 75.8% al tiro) hanno reso inutile il ritorno degli Heat nel secondo tempo.

I nero-argento sono riusciti a battere Miami in casa (non perdeva da undici partite sul proprio parquet), a riacciuffare il fattore campo e a riportare la pressione dalla parte degli Heat, nonostante le prestazioni non al top di Tony Parker, forse anche a causa dell’infortunio alla caviglia. I texani sono una squadra completa, che oltre alle tre stelle navigate Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker può contare su un Kawhi Leonard formato futuro e uomini da panchina affidabili come il nostro Marco Belinelli capaci di entrare in campo e, in pochi minuti, dare un contributo.

A Miami non è bastato il sistematico recupero nel secondo tempo per riuscire a vincere contro una squadra che quando è al meglio sembra riuscire in tutto. Rispetto agli anni scorsi quest’anno Miami sembra risentire di una panchina non all’altezza, con un Mario Chamers più disastroso che utile e un mediocre Norris Cole.

Aspettando Gara 4

La partita di questa notte è un’occasione importantissima per i campioni di Miami, non sono ammessi errori. Lebron & co. non accetteranno di abbandonare la battaglia così facilmente, consapevoli del fatto che la serie potrà essere molto lunga solo se riusciranno a ritrovare la giusta tensione di squadra capace di accendere la miccia alla partita.

Nelle interviste post gara James ha voluto sottolineare questo concetto:

Ci sono saltati in testa subito. Cose che non dovrebbero accadere a questo punto della stagione, sono stati molto più aggressivi di noi. Miglioreremo, odiamo la partita che abbiamo fatto, ma siamo 1-2, non 1-4. Loro sono entrati in campo con la forza della disperazione che noi invece non abbiamo avuto e gli Spurs sono l’ultima squadra della Nba contro la quale finire sotto di molti punti. Stasera ci hanno punito molto più del solito sui nostri errori. Io ero in ritmo, ma ho perso palla troppe volte

La voglia di rivincita spingerà sicuramente “il prescelto” a giocare al meglio questa notte, e se tutta la squadra riuscirà a sostenere il campione dalla casacca numero 6 allora la serie inevitabilmente tornerà a San Antonio in parità. Se invece gli Heat continueranno a giocare con poca convinzione, mentre il sistema Spurs continuerà a funzionare, allora potrebbe esserci la sorpresa del 3-1 e l’occasione del match point in Texas.

Perché come la storia della Nba insegna, si può essere anche molto forti individualmente, ma non si può vincere da soli una serie lunga come quella delle Finals Nba se non si fa gioco di squadra.

Per vincere contro questi Spurs non potrà bastare solo Lebron, tutti sono chiamati a dare una risposta convincente.

Ecco perché Gara 4 sarà uno spettacolo da non perdere. 

Licenza Creative Commons

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »