La nazionale di Prandelli si allena a Quarto sul campo confiscato alla camorra

Ott 14 • SportNessun commento su La nazionale di Prandelli si allena a Quarto sul campo confiscato alla camorra

Un gesto da apprezzare quello della nazionale italiana guidata dal Ct Cesare Prandelli, rovinato dal solito Mario Balotelli


Lo sport dovrebbe unire le persone e diffondere i concetti di gioco, onestà e integrazione. Se sugli spalti di molti stadi d’Italia si continua ad assistere a manifestazioni di violenza e di razzismo, quello che ha fatto la Nazionale italiana oggi rappresenta, invece, un bel modo di onorare il calcio.

In vista della partita valida per le qualificazioni ai Mondiali in Brasile nel 2014, prevista per domani sera allo stadio San Paolo di Napoli, l’Italia guidata da Cesare Prandelli ha svolto una sessione di allenamento in un campo confiscato alla camorra nel comune di Quarto.

“Nuova Quarto Calcio per la Legalità”, questo il nome adottato dal club del comune della provincia di Napoli, rinato dalle ceneri di quello confiscato al clan camorristico locale.

Il bel gesto è stato purtroppo offuscato dalle parole di Mario Balotelli, che con un tweet è riuscito a far arrabbiare proprio tutti.

Infatti, Super Mario ha dichiarato di non essere interessato a diventare un simbolo anti camorra, ma solo a giocare a calcio.

Ovviamente le sue parole hanno scatenato non poche polemiche; pesanti quelle di Don Aniello Manganiello, prete anti-camorra impegnato recentemente nella battaglia in difesa della Terra dei Fuochi, che, ai microfoni di “Radio 24”, ha dichiarato che Balotelli non dovrebbe più avere il diritto ad essere convocato nella Nazionale.

Molto dura anche la senatrice del Pd Rosaria Capacchione, giornalista che da anni vive sotto scorta a causa del suo impegno anti camorra:

Balotelli è un imbecille. Nel migliore dei casi è un bambino capriccioso, viziato e pieno di soldi, che vive in un ambiente in cui è difficile distinguere il bene dal male. In una situazione del genere, dopo i problemi che ha avuto lui in passato, lanciare messaggi di questo tipo in una terra come questa può essere fortemente inopportuno

Peccato, perché poteva essere una giornata di cui essere fieri, invece un tweet ha rovinato tutto.

Anzi, Balotelli ha rovinato tutto. 

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