Tanti auguri Nanni: altri cento di questi film!

Ago 19 • SpettacoliNessun commento su Tanti auguri Nanni: altri cento di questi film!

Giovanni Moretti, in arte Nanni: l’uomo, il regista, l’attore e – ovviamente – il profeta


Ha fatto più lui di tutto il PD messo insieme; i suoi film sono stati (e sono tuttora) la vera opposizione d’Italia, la pulce nell’orecchio ai potenti (Il Caimano) e il suggerimento non tanto sbagliato ad una Chiesa ortodossa e stantia (Habemus Papam).

Potremmo stare qui per ore a parlare dei suoi film. Ce ne sono tanti, ce ne sono di diversi, di più belli e di meno belli (perché dire brutti con Moretti è un azzardo); e ce ne sono di stupendi. I politici, il più delle vostre di destra, l’hanno preso in antipatia per certe sue trovate. E lui, chiaramente, ne ha goduto: in fama, attendibilità e qualità. Se una cosa non sta bene alla nostra classe dirigente, allora vuol dire che è buona, ottima. Al di sopra della media. Spezzoni interi delle sue pellicole vengono citate da decenni da generazioni intere: dalla fine degli anni ’70 fino ad oggi, 2013. Non ce ne è uno, uomo, donna o bambino, che non lo conosca. Nanni Moretti è il volto dell’Italia alle manifestazioni europee: a Cannes e a Venezia è una costante. Non è stato come Salvatores, né come Tornatore: avrebbe potuto vincere anche lui, forse, i suoi Oscar, e invece – fortuna per noi – è rimasto solo e semplicemente se stesso, il Nanni controcorrente che dice sempre – guai altrimenti – la sua.

Siamo a 11 film, il prossimo e dodicesimo è già stato annunciato, si chiamerà Margherita. Una carriera lunga più di trent’anni, che oggi, col suo compleannno (tanti auguri Nanni!), raggiunge l’ennesimo traguardo. È uno dei registi a cui tutti, per cultura e per idee, siamo più legati. È la risposta a tante domande, e la critica a tante cose. Si potrebbero dire le solite, trite e ritrite frasi fatte: che ama la psicanalisi, che ha anche lui, come tutti i directors, i suoi attori fantocci; e che ha i suoi miti, i suoi punti di riferimento, le sue citazioni preferite. Invece, ci limiteremo ad omaggiarlo con uno spezzone di Aprile, 1998, uno dei più famosi e ripresi: Nanni, il pancione che va giù e D’Alema che non ne vuole sapere di dire qualcosa di sinistra.


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