Intervista agli A Day After Hurricane

Set 7 • SpettacoliNessun commento su Intervista agli A Day After Hurricane

Chi sono gli A Day After Hurricane? Scopriamolo insieme con la nostra intervista!   

Nella calda e familiare cornice che ci può offrire Piazza Giordano Bruno, abbiamo incontrato gli A Day after Hurricane, gruppo formato da Simone Medio, Raffaele Salapete, Rino Candela, Marco Salapete e Ciro Pio Maietta. Si sono fatti conoscere tramite dei live a partire dal 2011 ma la loro conformazione attuale l’hanno raggiunta solo un anno dopo. Da allora hanno deciso di imporsi nella sfera musicale lanciando il loro primo singolo, Makes me fall.

Perché avete deciso di chiamarvi A Day after Hurricane?

Rino Candela: Letteralmente significa: Il giorno dopo l’uragano. Abbiamo dunque voluto rifarci a un senso di tranquillità assoluta, quasi come quella descritta dalla poesia “La quiete dopo la tempesta di Leopardi”. Dopo l’uragano, che ha distrutto e spazzato via ogni cosa, c’è silenzio, c’è quella calma che permette di ricominciare da capo.

Come vi hanno formato le precedenti esperienze live?

Raffale Salapete: Le nostre precedenti esperienze live ci hanno formato tantissimo. Abbiamo iniziato con palchi molto piccoli e spazi così stretti che a stento c’era posto per la batteria, ma la svolta è arrivata al Vulcano Live. Lì suonare su un palco su cui hanno suonato Dear Jack, J-Ax e molti altri è stata una grande lezione: ci ha fatto abituare al grande spazio che può esserci tra di noi su un palco così grande.

Rino Candela: Inizialmente suonare in locali molto piccoli ti fa vivere un rapporto diverso anche con il pubblico, che te lo trovi a circa 5 metri, mentre su palchi più grandi come quello del Vulcano Live è a quasi 15 metri di distanza.

Quali sono le vostre influenze musicali e a quali artisti vi siete ispirati di più?

Simone Medio: Ognuno di noi prende spunto dagli artisti che maggiormente ascolta. Nel mio caso, mi piacciono molto i Coldplay e per questo abbiamo deciso di creare un nuovo progetto in cui uniamo il punk rock con l’elettronica, per portare in Italia qualcosa di nuovo.
Perché proprio Makes me fall come primo singolo? Qual è il vostro intento comunicativo?

Rino Candela: Makes me fall è il pezzo che sentivamo di più come primo singolo perché si presenta come se fosse un nostro sogno personale. Lo stesso protagonista si trova in un sogno in cui si rende conto che tutta la realtà che lo circonda è falsa. Vuole quindi andare via da dove si trova ed è quasi la stessa cosa che proviamo noi in questo momento.

 

Nel vostro singolo parlate di una ricerca di conoscenza come unico modo per vedere in pieno la realtà che ci si pone di fronte. Sul serio pensate che questo sia l’unico modo? Non aprirebbe invece la strada ad altri dubbi?

Rino Candela: Questo pezzo può essere visto sotto tanti aspetti diversi. Infatti può essere anche visto come una sorta di inno al viaggiare. Il nostro intento infatti è anche quello di invogliare le persone a viaggiare, a rapportarsi a nuove culture e magari assimilarsi in una di esse e trovare la propria realtà in cui vivere. Per quanto riguarda la confusione non sono d’accordo. Magari inizialmente sì, può esserci ma poi è destinata a svanire.

Quanto può essere influenzato un uomo da tradizioni diverse di altri popoli?

Rino Candela: In una scala da 1 a 10: 8

Raffaele Salapete: È sempre meglio conoscere culture e tradizioni di altri popoli, così uno non resta fermo nelle tradizioni del proprio paese di provenienza. Viaggiare ti apre proprio la mente.

Rino Candela: Solo viaggiando si può eludere la convinzione “ok sto bene così”. Aprendo i propri orizzonti mentali ci si può accorgere che quello che abbiamo vissuto fino ad ora era solo una piccola parte.

Curiosità mia: la scelta di iniziare il video focalizzando l’attenzione sulla batteria è stata influenzata da qualche artista? Mi viene in mente l’inizio del video di “A beautiful lie” dei 30 Seconds to Mars.

Ciro Pio Maietta: Era proprio quella la nostra intenzione!

Rino Candela: A Beautiful Lie è stato uno dei primi pezzi che abbiamo cantato live e facendo così abbiamo voluto dare una sorta di continuità dagli inizi fino ad oggi.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Simone Medio: Sicuramente fare uscire un nostro album. Stiamo già lavorando su alcuni pezzi e contiamo di farlo uscire all’inizio dell’anno nuovo magari accompagnato da qualche nuova esperienza live. Ci vorremo dedicare all’elettronica e quindi i nostri brani saranno più sperimentali. I pezzi che abbiamo scritto ricorderanno molto il sound che avevamo all’inizio.

A quali artisti vi ispirerete in questo caso?

Rino Candela: Io sono appassionato di musica ambient, di artisti come Moderat e Apparat solo per citarne alcuni, quindi ci metteremo sicuramente qualcosa di questi artisti.

Simone Medio: Per quanto riguarda l’elettronica la canzone da cui trarremo più ispirazione è sicuramente “A Sky full of Stars” dei Coldplay, e le sonorità elettroniche miste a rock del loro ultimo album. Ci sarà un pezzo infatti che sarà molto simile.

Ecco chi sono gli “A Day After Hurricane“:una band decisa con la speranza di portare nella calma e nel vuoto del giorno dopo la distruzione una nuova concezione di fare musica.

Contatti Band:

Official Website: http://www.adayafterhurricane.com/

Facebook Official Fanpage: ADayAfterHurricane

Instagram: adayafterhurricane

Youtube: https://goo.gl/BjmYD1

 

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