I migliori film ambientati al liceo [Quarta Parte]

Mar 13 • SpettacoliNessun commento su I migliori film ambientati al liceo [Quarta Parte]

Film americani ambientati al liceo, ecco i titoli proposti nella nostra quarta e ultima puntata.

Film e liceo americano, il connubio cinematografico perfetto che continua nella rassegna di Contrordine. Dopo i vari “Rushmore”, “Scary Movie”, “Scream”, “American Pie”, “Carrie – Lo sguardo di Satana” e tanti altri, ecco gli altri suggerimenti per chi – nel tempo libero – ha voglia di immaginare come sarebbe stata l’adolescenza al liceo dall’altra parte dell’Oceano.

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La vita è un sogno (1993)

La regia di Richard Linklater (foto) accompagna le vicende di una giornata intera di un gruppo di ragazzi che, sul finire degli anni Settanta, festeggiano a modo loro l’ultimo giorno di scuola. Il film è pienamente calato nella realtà del decennio, come si può notare dai nomi degli stessi protagonisti (Randall ‘Pink’ Floyd è un esempio più che chiaro), dal titolo stesso (che richiama a un successo dei Led Zeppelin) e dalla sensazionale colonna sonora. “La vita è un sogno” è il racconto della giornata speciale vissuta da un gruppo di ragazzi di Austin, oltre che buon trampolino di lancio per interpreti come Jason London e Adam Goldberg.

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Brick – Dose mortale (2005)

Al suo debutto, Rian Johnson colpisce subito la critica di tutto il mondo conquistando tra l’altro il Premio speciale della giuria al Sundance Film Festival col suo “Brick – Dose mortale”. Il titolo originale, ‘brick’, significa letteralmente ‘mattone’, ma sta ad indicare il panetto non tagliato di eroina. E questo è tutto dire.
Ambientato in un liceo americano come tanti, “Brick” si sofferma sulle problematiche che possono tormentare gli adolescenti di tutto il mondo in una fase spesso critica dell’esistenza.

Brendan (Joseph Gordon-Levitt) è uno studente che frequenta un liceo californiano. La sua vita – apparentemente tranquilla – viene sconvolta dalla telefonata della sua ex ragazza Emily che, poco dopo, viene ritrovata deceduta. Brendan comincia ad indagare sull’inquietante mistero ma, per venirne a capo, deve affrontare gli intrighi nascosti e pericolosi che si nascondono proprio all’interno del suo liceo e in tutto ciò che circonda la vita liceale.

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Election (1999)

Il genio di Alexander Payne – forse – è tutto in “Election”. Basandosi sul romanzo di Tom Perrotta, “Intrigo scolastico”, il regista di “Sideways” e “Paradiso amaro” (citate non a caso, ma perché premiate con l’Oscar alla miglior sceneggiatura non originale) dà vita ad un’originalissima versione delle controversie e delle battaglie che scaturiscono nel periodo delle elezioni scolastiche nei licei americani.

La lotta di nervi tra Tracy Flick (una giovanissima e snervante Reese Whiterspoon) e il professor Jim McAllister (Matthew Broderick) rappresenta il continuo conflitto tra arrivisti e persone di principio. Un conflitto che, spesso, sfocia nell’inevitabile errore dei savi che, per rabbia o per invidia, finiscono col passare dall’altra parte della barricata, proprio mentre cercano di abbatterla.

A far da contorno, una serie di storie personali, tradimenti e intrecci di altri affascinanti (soprattutto dal punto di vista psicologico) personaggi, ma soprattutto una dose ben misurata di ironia che accompagna lo spettatore per tutto il film lasciandolo con un sorriso tanto divertito quanto amaro e riflessivo.

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SuxBad – Tre menti sopra il pelo (2007)

Prima di spalleggiare Di Caprio in “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese, Jonah Hill ha fatto tante altre cose in carriera. Tra queste, frequentare il liceo di “SuxBad – Tre menti sopra il pelo”, messo su dal regista Greg Mottola apposta per lui e Michael Cera.

Alla fine dell’ultimo anno di liceo, Seth e Evan – i due protagonisti – vogliono sconfiggere una volta per tutte il loro destino da “sfigati vergini”, per affrontare la vita universitaria liberi da questa “macchia” sul curriculum. Per farlo chiedono l’aiuto di Fogell (Christopher Mintz-Plasse) e promettono a loro stessi di usare qualsiasi mezzo pur di portare a letto le ragazze di cui sono segretamente innamorati da tempo. L’occasione giusta si presenta alla festa di fine anno organizzata dalla popolare e bellissima Jules (Emma Stone), ma l’impresa di Seth e Evan si dimostrerà tutt’altro che semplice.

In un clima abbastanza vicino a quello creato dai primi “American Pie”, il film di Mottola è una delle rappresentazioni di quel liceo americano che tanto attira il pubblico europeo: leggero, lontano dagli standard a cui siamo abituati (specie in Italia) e all’insegna del divertimento, anche demenziale.

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Il giardino delle vergini suicide (1999)

“Il giardino delle vergini suicide” segna il sorprendente debutto alla regia di Sophia Coppola, figlia di Francis Ford. Appena ventottenne, Sophia racconta il dramma di cinque sorelle oppresse dall’integralismo religioso della madre e dall’inettitudine del padre. Corteggiate da tantissimi ragazzi, le giovani vivono un’esistenza infelice e continuamente tormentata. Una delle sorelle, un giorno, decide di suicidarsi gettandosi sulle estremità appuntite del cancello di casa. Le altre, spinte anche da questo gesto, pensano di organizzare un suicidio di massa inscenando una situazione di dolore continuo e costante che non esplode mai del tutto nell’arco del film.

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