Napoli, arriva l’unità per combattere l’obesità

Lug 5 • SaluteNessun commento su Napoli, arriva l’unità per combattere l’obesità

Obesità: apre il nuovo reparto del Secondo Policlinico. L’annuncio al convegno di Città della Scienza


La regione più colpita dal fenomeno obesità è la Campania, dove risiedono ben 700.000 dei 6 milioni di obesi italiani. Per arginare questa emergenza, i medici riuniti ieri a Città della Scienza per il convegno “L’assistenza al paziente obeso in Campania: stato dell’arte e prospettive future” hanno annunciato l’apertura di un nuovo reparto presso il dipartimento di Gastroenterologia, Endocrinologia e Chirurgia del Secondo Policlinico di Napoli. L’Obesity Unit, questo il nome del centro, dovrà occuparsi del trattamento medico-chirurgico del paziente afflitto da questo problema.

Anna Maria Colao, docente di Endocrinologia e coordinatrice scientifica dell’incontro, spiega che «è necessario realizzare una rete sanitaria regionale che stimoli una sinergia tra tutti gli specialisti del settore». Solo così sarà possibile individuare la terapia più appropriata, soprattutto per i casi gravi; in Italia se ne sono registrati 20.000 nell’arco degli ultimi sette anni.

Questo il filo conduttore che sta regolando tutti i momenti di aggregazione, tavole rotonde e simposi, previsti per il V Forum di Città della Scienza in corso dal 3 al 5 Luglio. L’obiettivo è attenuare il gravoso flusso di pazienti che dalla Campania si reca altrove per curarsi, iniziando dall’approfondimento di temi all’avanguardia come l’incidenza sulla fertilità maschile di inquinanti ambientali, alimenti, sport e addirittura smartphone e tablet.

A destare maggiore preoccupazione sono comunque i dati del fenomeno obesità: l’eccesso ponderale aumenta con l’età, è più diffuso negli uomini che nelle donne (rispettivamente 54 e 39 per cento) e nelle persone con basso livello di istruzione. Dal dibattito di ieri è emerso anche che il metodo più efficiente per la cura dei casi gravi è l’intervento bariatrico, in grado di migliorare la qualità della vita del paziente e aumentarne la quantità senza, tra l’ altro, gravare molto sulla spesa socio-sanitaria regionale. Piuttosto che accumulare continui casi di mala-sanità, si spera di imboccare la strada giusta per combattere uno dei mali del nostro tempo.


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