L’allarme degli specialisti: in Campania assistenza inadeguata per epatologia

Nov 18 • SaluteNessun commento su L’allarme degli specialisti: in Campania assistenza inadeguata per epatologia

Le cure per le malattie epatiche in Campania sono inadeguate. L’allarme arriva dall’Aigo


Sanità in difficoltà, in Campania. Questa volta non solo per l’annoso problema deficit e i correlati tagli imposti per rientrare dal debito, ma anche per l’assistenza agli ammalati di patologie epatiche e cardiovascolari.
Secondo l’Aigo – Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri – la regione vanta la peggiore proporzione possibile in questo ambito:

In Campania c’è la più alta prevalenza e incidenza di malattie epatiche virus correlate: in Italia l’epatite C colpisce il 3 per cento della popolazione mentre in Campania in alcune aree si arriva fino al 14 per cento, e solo una piccola percentuale di pazienti viene sottoposta ai trattamenti antivirali oggi efficaci. Non solo: in Campania, a fronte di una forte richiesta per malattie epatiche, c’è il 4% di ospedalizzazione contro meno dell’1% nelle regioni del Nord. Il che significa che spesso i ricoveri avvengono in reparti non specializzati. Vi è, infatti, una rete ospedaliera inadeguata e non razionalmente distribuita sul territorio.


Parole dure, quelle di Ernesto Claar, responsabile dell’ambulatorio di Epatologia e nutrizione clinica dell’ospedale evangelico Villa Betania e segretario regionale Aigo, nel corso del convegno ‘‘L’epatologia nel terzo millennio’‘ al centro congressi dell’Università Federico II in via Partenope.
Secondo i dati del censimento Aigo, le strutture di Gastroenterologia in grado di gestire il paziente in regime di ricovero sono sei a Napoli (su dieci presenti) e tredici in tutta la Campania (due a Salerno, tre a Caserta, una ad Avellino e zero a Benevento, vista la recente soppressione della Unità Operativa Complessa).

Solo una piccola percentuale di pazienti viene pertanto ricoverata in reparti specialistici. Ciò condiziona in alcuni casi la prognosi (emorragia digestiva), sempre la durata della degenza e la spesa sanitaria (dati pubblicati sul Libro bianco della Gastroenterologia italiana). Inoltre, a fronte di numerosissimi pazienti affetti da epatite C, sono poche le strutture in grado di fornire adeguata assistenza e, quindi, in grado di seguire la gestione dei farmaci antivirali di ultima generazione.

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