Circoncisione, la procedura chirurgica più eseguita al mondo

[highlight]Grazie ai vantaggi e benefici per la salute, da imposizione religiosa, si è trasformata nel tempo una delle operazioni chirurgiche più praticate al mondo: La circoncisione[/highlight]


Quando si parla di circoncisione viene immediato pensare all’ebraismo e alla cerimonia tradizionale del Brit milà, con cui si dà il benvenuto nella comunità ai neonati maschi.
La milà, scandita da un preciso regolamento di norme e osservanze da rispettare, diventa una vera e propria festa, perché si effettua alla presenza di familiari e amici della famiglia benedetta dalla nuova nascita, che al termine dell’operazione offre di solito un rinfresco. Secondo quanto previsto dalla tradizione, deve essere compiuta all’ottavo giorno dalla nascita e durante le ore diurne: se per errore la venisse effettuata prima dell’ottavo giorno o di notte, non sarebbe considerata valida. In questo caso, allora, si deve procedere a stillare una goccia di sangue a guarigione del piccolo pene avvenuta, per emendare così all’errore.
Per gli ebrei, questa cerimonia sancisce il patto tra Dio e l’uomo, e rappresenta una vera e propria necessità religiosa, in quanto prescritta nella Torah.

Nel libro sacro ebraico, la circoncisione viene infatti usata come sigillo dell’accordo solenne concluso tra Dio il patriarca Abramo per le generazioni a venire. Severissima allora è la pena per chi non osserva il precetto: addirittura il “karet”, l’espulsione dal popolo ebraico.
Questa pratica è altrettanto importante nell’area islamica, dove la rimozione del prepuzio non rappresenta solo un rito o una semplice tradizione, ma è un aspetto essenziale della fede stessa, perché consigliata da Maometto in persona nella Sunna. Anche per i musulmani il primo a praticare l’atto fu Abramo, che ad 80 anni si autocirconcise ed estese questo gesto alla sua famiglia.
Le motivazioni più “pratiche” sarebbero da ricercare poi nel concetto di buon musulmano, che deve essere puro quando si pone in atteggiamento di preghiera: nonostante le rituali abluzioni, nel prepuzio maschile, e quindi sul glande, rischiano di restar tracce di sporcizia, che contaminerebbero appunto la purezza del fedele.
Quella dell’igiene è dunque già storicamente una delle principali spinte all’utilizzo della circoncisione, sia in età neonatale che qualche anno dopo.
Tanto che, oggi, si ritiene che essa sia la procedura chirurgica più eseguita al mondo. Quasi il trenta per cento dei maschi di tutto il mondo hanno il pene circonciso, con particolare diffusione nel mondo musulmano, in Israele, nella Corea del Sud, negli Stati Uniti e in alcune parti del Sud-Est asiatico e in Africa, dove è particolarmente consigliata per evitare alcune infezioni pericolose.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unaids (il Programma delle Nazioni Unite per la lotta all’AIDS/HIV), la circoncisione maschile è un intervento efficace per la prevenzione dell’HIV, ma deve ovviamente essere effettuata da medici professionisti ben addestrati e in condizioni di consenso informato. Ci sarebbe infatti una forte evidenza che la rimozione del prepuzio possa ridurre il rischio di contrarre l’infezione da HIV negli uomini eterosessuali in popolazioni ad alto rischio, come appunto quelle dell’Africa (anche se il primo strumento di protezione consigliato resta sempre il profilattico), mentre gli studi sono contrastanti sugli effetti in altre zone del mondo.
Senza andare troppo sul tragico, la circoncisione è spesso necessaria per curare la fimosi, un restringimento del prepuzio che rende difficile o impossibile scoprire in maniera completa e agevole il glande (dal greco “phimosis” vuol dire proprio chiusura). Di solito ci si rende conto del problema già nei primi anni di vita del bambino, anche se non bisogna esagerare con le preoccupazioni, e i medici consigliano di attendere almeno fino a dopo i 5 anni per una operazione chirurgica. Qualora non ci siano stati miglioramenti, si ricorre alla circoncisione, che è sicuramente l’intervento più risolutivo per la fimosi, perché elimina completamente la fonte del disturbo: eseguita in anestesia locale, consiste infatti nell’asportazione completa del prepuzio. In questo modo, dopo l’intervento il glande rimane completamente scoperto, senza compromettere alcuna funzionalità del pene, anche nelle fasi successive della vita.

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