Anche in Italia esplode la “mobile Health”: 500 milioni di app mediche

Dic 17 • SaluteNessun commento su Anche in Italia esplode la “mobile Health”: 500 milioni di app mediche

Entro il 2015 sarà raggiunto il mezzo miliardo di app mediche. Gli esperti assicurano: Monitoraggio per qualità e sicurezza


Smartphone e tablet sono ormai sempre più presenti nella vita quotidiana, in ogni suo aspetto. Anche quello relativo alla salute e alla prevenzione. Sta infatti esplodendo anche in Italia, come nel resto d’Europa, quella che è definita dagli esperti la “mobile Health”. Tanto che entro il 2015 verrà raggiunto il tetto di 500 milioni di app mediche, secondo le stime presentate dagli esperti in occasione della VI Conferenza nazionale sui dispositivi medici.
Per Marcella Marletta, direttore generale del ministero della Salute, quello delle app mediche è un comparto in enorme crescita e, dunque, da “monitorare ai fini della qualità e della sicurezza”. Più in generale, sottolinea Marletta, il settore dei dispositivi medici ha

un grande impatto, rappresentando lo 0,7% del Pil. Si tratta di 600mila device in un mercato libero, e quindi con una impostazione non confrontabile con quella del settore dei farmaci. Tuttavia, la spesa sanitaria per i dispositivi medici è al terz’ultimo posto in Europa

Concorda Stefano Rimondi, presidente di Assobiomedica:

Tra il 2009 e il 2011 sono stati presentati 66mila brevetti per device medici; ciò certifica la capacità di innovazione in questo settore, e l’Italia è il tredicesimo brevettatore.

In questo ambito, ha ricordato Rimondi, “sono impegnate oltre 3000 aziende, per un totale di 60mila dipendenti, e proprio tali aziende investono oltre il 7% del proprio fatturato in Ricerca e innovazione”. Inoltre, nel 2012 “si è registrato un +6,6% di produzione per il settore nonostante la crisi, anche se cala la produzione per il mercato interno mentre continua a crescere l’export”, ha rilevato il presidente di Assobiomedica, che poi conclude

Vi sono ancora delle criticità a causa delle politiche di tagli lineari perseguite negli ultimi anni. Quest’anno, per la prima volta, in Finanziaria non sono presenti tagli lineari, dannosi per il settore.

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