Nsagate: il segretario di stato Kerry ammette eccessi NSA

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Nsagate: non si placano le polemiche sullo spionaggio Usa. Il segretatio di stato John Kerry costretto ad ammettere gli eccessi della NSA


Da quando Edward Snowden ha rilasciato le prime dichiarazioni sullo spionaggio USA, per il Presidente Obama non c’è stato un attimo di tregua. I rapporti con i paesi dell’Unione Europea sono sempre più tesi, con Francia e Germania sul piede di guerra contro un paese che “spia gli amici”.

Dopo settimane di smentite e difese a spada tratta dell’operato dell’agenzia di sicurezza nazionale, finalmente arriva una prima chiara ammissione degli eccessi dell’attività di spionaggio americana da parte dell’amministrazione Obama.

Durante una videoconferenza con Londra, il segretario di stato John Kerry, ammettendo gli errori dell’agenzia, ci ha comunque tenuto a sottolineare l’importanza di questi programmi per prevenire attacchi terroristici e combattere quello che lui definisce

un infernale estremismo mondiale che è determinato a far saltare in aria e a uccidere persone e ad attaccare governi. Vi assicuro che le persone innocenti non subiscono abusi in questo processo, ma c’e’ uno sforzo per raccogliere informazioni e si’, in alcuni casi, si e’ andati troppo in la’ in modo inappropriato

.

Kerry ha spiegato che l’obiettivo dell’attività di spionaggio dell’NSA è verificare, attraverso controlli casuali, se esistono minacce alla sicurezza nazionale.

Negli ultimi giorni la polemica ha investito direttamente il presidente Obama, accusato di essere al corrente delle intercettazioni eseguite ai danni dei leader Europei. Kerry ha ha assicurato che il presidente Obama «e’ determinato a chiarire e ha avviato una profonda revisione in modo che nessuno debba sentire di aver subito abusi».

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