Jovanotti illumina Napoli in memoria di Pino Daniele

Lug 28 • EventiNessun commento su Jovanotti illumina Napoli in memoria di Pino Daniele

La penultima data del tour di Jovanotti a Napoli emoziona un’intera città con il tributo a Pino Daniele, accompagnato da Eros Ramazzoti e James Senese.

Il tour negli stadi di Jovanotti arriva alla penultima tappa di Napoli, allo stadio San Paolo, prima della serata finale di Bari e regala uno spettacolo unico, fatto di emozioni, energia e soprattutto grande musica. Sì, perché in quasi tre ore di concerto Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, non si spegne mai, donando tutto se stesso ai quasi quarantamila napoletani accorsi a Fuorigrotta.

Lo show è stato da alti livelli, penalizzato forse dall’acustica del San Paolo non propriamente adatto, ma ben costruito con l’ampio palco in mezzo al campo e un apprezzabile schermo al led dietro, a forma di fulmine, che ha regalato al pubblico immagini splendide e ottimo supporto per chi dagli spalti era un po’ lontano dal palco. Il resto l’ha fatto Lorenzo Cherubini, senza mai risparmiarsi con la sua musica e l’energia che è capace di trasmettere e con la sua band, con Saturnino al basso, Riccardo Onori e Danny Bronzini alle chitarre, Franco Santamecchi e Christian Rigano al piano e tastiere, Garett Brown alla batteria, e Leonardo Di Angula.

Fino ai saluti finali la voglia di Jovanotti di donarsi al pubblico domina la scena, quella generosità che pochi artisti hanno.

La Musica

Lo show conferma quanto Cherubini sia ormai maturato come artista, a quasi cinquant’anni, riesce a trasmettere la stessa energia degli esordi con ancora più emozione e carisma. Uno showman completo, che cura il dj set, la regia e le immagini del corto che accompagnano il concerto, “teletrasportandosi” direttamente dal futuro, tra luci e immagini. È però la musica a farla da protagonista.  Sin dal pomeriggio con di Salmo e Carola Pisaturo ad aprire il concerto, fino alla playlist nella mezz’ora precedente allo spettacolo, firmata da Roberto Saviano, che fa ballare l’intero stadio.

Poi arriva Lorenzo ed esplode l’energia di tutto lo stadio, il simbolo del fulmine rappresenta bene tutto ciò che Jovanotti vuole trasmettere sul palco.

Ho scelto il fulmine perché è contemporaneamente il passaggio tra il cielo e la terra, energia, elettricità, rapidità, meraviglia, velocità, luce nella notte ma è anche una crepa che dichiara la nostra fragilità che, dinamica e pericolosa, dichiara uno stato di assoluta precarietà delle cose. Avevo in mente i grandi palchi dei concerti che mi hanno fatto impazzire, i giganteschi spazi degli U2, o gli spettacoli come quelli di Springsteen, e quella cosa che riesce a trasformare uno stadio in uno spazio intimo dove è possibile il contatto.

Quello con il pubblico è continuo, un filo mentale che lega tutti i presenti e li trasporta nei successi di trent’anni di carriera dell’artista romano. Da Penso positivo, con cui inizia il concerto e che trasmette subito un pieno di energia alla folla, ai brani recenti del nuovo album Lorenzo 2015 CC, Tutto acceso, Staccami la spina e Sabato.

Non si smette di ballare al San Paolo, che sembra esplodere davvero quando arrivano in serie: Il più grande spettacolo dopo il Bing bang, L’ombelico del mondo e Tanto, tanto, tanto.

Ci si emoziona, invece, sulle strofe cantate all’unisono di Bella e Fango. Tra sudore, immagini e tanta energia, sia arriva al pezzo Musica e in quel momento la Napoli accorsa allo stadio si ferma. 

Nel segno di Pino Daniele

Ci sono momenti che superano lo spazio tempo per restare impressi nella memoria. Il tributo a Pino Daniele resterà nella memoria della città per molto tempo. Era stato già annunciato nei giorni scorsi dallo stesso Jovanotti, dopo uno scambio di messaggi con l’amico Eros Ramazzotti. Eros lo aveva invitato a non perdere l’occasione di rendere omaggio a Pino nella sua città e Cherubini ne ha subito approfittato. La differenza tra un omaggio “calcolato” al beniamino di turno, scomparso da poco, così accaparrarsi “facili applausi”, e un sentito omaggio a un amico a cui si deve tanto nella crescita artistica, è netta.

Lorenzo dedica a Pino Daniele un vero e proprio concerto nel concerto, con oltre venti minuti di musica in sua memoria, dedicati ai suoi successi, all’eredità artistica che ha lasciato il bluesman napoletano e a tutta la città di Napoli.

Sì, perché questo omaggio di Jovanotti all’amico e mentore scomparso, è un omaggio all’intera città. Accompagnato dal sassofono dell’immenso James Senese, dalla voce emozionata di Eros Ramazzotti, che aveva annunciato proprio lui la morte di Pino Daniele su Instagram e con il quale, insieme a Pino Daniele aveva calcato i palchi per un intero tour nel 1994, ha regalato momenti di grande emozione. Da Yes I know my way cantata da Lorenzo e col sax di un emozionato Senese, a Quanno chiove di un Ramazzotti in lacrime, fino alle emozioni di Napul’è che zittisce e commuove un intero stadio, fino all’energia di A me me piace ‘o blues, il momento è magico.

Lorenzo è in trance emozionale quando accende lo stadio con il rap dedicato a Pino. Le citazioni di Pino Daniele riempiranno il proseguimento dell’intero concerto.

Pino Daniele mi ha insegnato la libertà/ questa musica non si perderà/ Pino Daniele musicista e Masaniello/ e noi a Napule facimmo ‘o burdello/ Alzate le mani come le vele/nel nome di Pino Daniele.

Alla fine, è proprio Pino Daniele che dallo schermo saluta tutto il pubblico e ringrazia, come se fosse stato lì, in realtà c’era, perché la sua musica sarà sempre patrimonio di tutti, come lo stesso Jovanotti dice, salutando il figlio di Pino Daniele, Alessandro presente tra il pubblico.

È la terza volta che entro al San Paolo. Le prime due con Pino e grazie a Pino. Stasera in mezzo a voi c’è suo figlio, che gli assomiglia come una goccia d’acqua. Alex le canzoni di tuo padre sono qui per rimanere. Napoli che Dio ti benedica, sempre, come dice la canzone.

Con rinnovata energia, Jova riprende il “bordello”, con i successi Le tasche piene di sassi, la toccante Astronauta, Serenata rap, L’estate addosso e Tensione evolutiva. Fino ad arrivare alla spensierata Ragazzo fortunato che chiude il concerto prima dei consueti bis.

Lo spettacolo si chiude definitivamente con Ti porto via con me, un vero e proprio messaggio all’intera serata e alle emozioni che Cherubini è stato capace di regalare e che il pubblico ha generosamente ricambiato.

Napoli grazie per avermi fatto giocare al gioco del rock’n’roll. E di mettermi un mantello da supereroi. Ma i veri supereroi siete voi, con l’amore, la passione, la diversità, la voglia di stare mmiiezz ‘e viche miezz all’ate.

Si chiude così un evento musicale unico, diverso anche dalle altre date del tour, perché le emozioni regalate dal tributo sentito a Pino Daniele saranno forse irripetibili.

Alla domanda di Jovanotti durante il concerto, se è possibile conoscere la distanza tra il cuore e il cervello, tra passione e ragione forse non ci sarà risposta, però si può dire che, in questa serata, Lorenzo ha illuminato Napoli, con tante emozioni, ma possiamo dire che è stato capace di allargare il cuore di quella parte di città presente, quasi a creare un ponte di emozioni, tra razionalità e passione.

Con la serata di Napoli, Lorenzo è riuscito nel suo intento: ridurre le distanze e avvicinare i cuori di tutti grazie alla sua musica.

Photo Credits: Michele Maikid Lugaresi, dalle prove del concerto.

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