Cos’è la responsabilità sociale delle imprese

Mar 21 • EconomiaNessun commento su Cos’è la responsabilità sociale delle imprese

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Impresa, responsabilità e sociale. Tre parole di un certo peso, il cui significato è sconosciuto ai più. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Nel gergo economico e finanziario la responsabilità sociale d’impresa o corporate social responsability (CSR) riguarda l’implicazione di natura etica che le imprese prevedono nel loro piano strategico.

Detto più semplicemente, è la volontà da parte di piccole, grandi e medie imprese di gestire in modo efficace le problematiche etico o sociali che potrebbero presentarsi durante il corso delle loro attività sia interne che esterne.

Normativa e concetti

L’ Unione Europea definiva la Responsabilità Sociale d’Impresa come un’azione volontaria.

La nuova comunicazione del 25 Ottobre 2011 reimposta la nozione in “Responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”.

In tal modo si riduce anche il peso di un approccio soggettivo a favore di maggiore adesione ai principi promossi da organizzazioni internazionali come l’ ONU e OCSE.

La Costituzione italiana all’articolo 41 recita:

«L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.»

Attualmente il contesto storico in cui si sviluppa il concetto di responsabilità sociale d’impresa prevede l’adozione di un comportamento socialmente responsabile, monitorando e rispondendo alle aspettative ambientali, economiche e sociali di tutti i portatori di interesse, con l’obiettivo di cogliere un vantaggio competitivo ed ottimizzare costi e ricavi di lungo periodo.

Si tratta di un concetto innovativo e molto discusso anche in passato da vari economisti.

Una prima interpretazione infatti fu data nel 1984 da Robert Edward Freeman, nel suo saggio “Strategic Management: a Stakeholder Approach”.

Si ritiene infatti,che un prodotto non venga apprezzato solo per le sue caratteristiche estetiche e funzionali o per il prezzo, ma anche per le sue caratteristiche non materiali, ovvero, storia del prodotto, condizioni di fornitura e servizi di assistenza.

 

Principi base del modello CSR

Partiamo dal presupposto che le aziende devono evitare comportamenti scorretti nei confronti dell’opinione pubblica.

Azioni come inquinare l’ambiente o far lavorare i dipendenti in condizioni non igieniche e non in sicurezza, se messe in atto, per qualsiasi motivo, oltre ad essere perseguibili giuridicamente e moralmente inaccettabili, possono anche provocare gravi  danni economici.

Un cliente deluso infatti, non comprerà più i prodotti dell’azienda e il brand perderà di valore.

Tutto ciò spinge l’impresa ad assumere una responsabilità sociale nei confronti di tutta la collettività, basandosi su due importanti considerazioni:

  • l’impresa è un vero e proprio generatore di occupazione e in quanto tale deve garantire ai dipendenti i diritti di cui sono titolari. Inoltre deve mantenere un livello stabile di occupazione in modo da garantire una capacità di generare ricchezza costante nel tempo;
  • l’impresa deve conseguire l’obiettivo di uno sviluppo ecosostenibile, quindi essere in grado di utilizzare le risorse che ha evitando sprechi.

Responsabilità sociale d’impresa quindi, secondo l’ Unione Europea, significa soddisfare le esigenze del cliente e al contempo saper gestire le aspettative di altri stakeholders, come fornitori,personale e comunità locale di riferimento.

Per fare ciò le imprese basano le loro attività sui seguenti principi:

  • sostenibilità: uso consapevole ed efficiente delle risorse ambientali,capacità di valorizzare le risorse umane per contribuire allo sviluppo della comunità locale in cui opera l’azienda.
  • volontarietà: azioni svolte oltre gli obblighi di legge.
  • trasparenza: ascolto e dialogo con i vari poratori d’interesse diretti (es.investitori) e indiretti (es.consumatori) dell’azienda.
  • qualità: riguardo i prodotti e i processi produttivi.
  • integrazione: visione e azione coordinata delle varie attività di ogni direzione e reparto, su obiettivi e valori condivisi.

* Fonti:

Licenza Creative Commons

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