Il cambio merce pubblicitario è la nuova frontiera dell’adv

Giu 15 • EconomiaNessun commento su Il cambio merce pubblicitario è la nuova frontiera dell’adv

Non avete un budget da destinare ad campagna pubblicitaria? Ecco la soluzione perfetta per la vostra attività.

C’è crisi, ce lo sentiamo dire da anni ormai, e mentre i politici di turno annunciano l’imminente uscita dal tunnel, per poi fare una netta inversione ad U, noi ci ritroviamo a dover combattere ogni giorno con scadenze, bollette e responsabilità.

In un clima del genere, era solo questione di tempo prima che vecchie dinamiche commerciali, ma anche di vita, tornassero in auge, costringendoci a riconsiderare completamente il nostro modo di intendere l’economia e le transazioni tra offerta e domanda.

Quella che stiamo vivendo è l’epoca della sharing economy, che si è declinata in varie forme, come il crowdsourcing, il crowdfunding, il car sharing, il car pooling, e chi più ne ha più ne metta, portando alla nascita di startup che, in poco tempo, hanno conquistato fette di mercato considerevoli, andando ad occupare spazi lasciati vuoti da un’evoluzione socio-economica basata esclusivamente sul prodotto e sul capitale.

Sia chiaro, non vogliamo farne una questione ideologica o politica, tutt’altro, ma è  importante sottolineare come, a volte, idee semplici che affondano le radici nella storia dell’uomo, possono, coadiuvate dalle nuove tecnologie, produrre profitto e benessere.

Il sistema più antico del mondo è il baratto, che consentiva agli uomini di scambiare un prodotto con un altro, sopperendo gli uni alle mancanze degli altri. Era un sistema economico basato sulla disponibilità e sulla condivisione, che è svanito col tempo, sostituito dallo scambio merce-denaro.

Oggi, con le dovute differenze, è chiaro, il baratto è tornato di moda in molti campi, uno di questi è il cambio merce pubblicitario.

Cos’è il cambio merce pubblicitario? È un sistema di adv innovativo, che consente alle aziende di acquistare spazi pubblicitari in cambio della propria merce, che viene poi messa in vendita attraverso un sistema chiuso, dedicato solo ai clienti registrati, attraverso dei punti chiamati Adv Stores, altrimenti noti con il nome Club dello shopping,

Anche se la parola store viene associata sempre con il negozio tradizionale, dove il commerciante mette in esposizione i propri prodotti che il cliente finale può acquistare in denaro, gli Adv Stores, autentici shopping club, sono dei negozi con le vetrine oscurate, al quale possono accedere solo tramite una Adv Card, che viene rilasciata alle aziende registrate.

A cosa serve questo sistema? A consentire alle aziende che non dispongono di un budget da destinare alla pubblicità, e che magari hanno in magazzino merce invenduta che pesa sui bilanci, di poter accedere ad un sistema di adv senza dover investire denaro.

L’agenzia incaricata, infatti, analizzerà gli obiettivi e le necessità dell’azienda, svilupperà la campagna migliore da avviare e le piattaforme da utilizzare per veicolare il messaggio, e valuterà il valore delle merci che vogliono essere scambiate con la pubblicità. Tutto questo senza costi per l’azienda, che non dovrà nemmeno preoccuparsi della vendita delle merci, perché sarà sempre il Barter ad occuparsene, attraverso i club dello shopping che, come abbiamo sottolineato in precedenza, non sono aperti al pubblico ma solo ai tesserati, che non potranno comunque collegare l’azienda al prodotto scambiato, perché avverrà tutto in maniera anonima. Inoltre, avendo raggiunto dei clienti all’estero, e questo consente alle aziende di farsi conoscere anche fuori dai confini nazionali, che non fa mai male, soprattutto nel Paese che si vanta (giustamente) del proprio Made in Italy.

Come puoi vedere, il sistema del Cambio merce pubblicitario rappresenta una valida alternativa alla pubblicità tradizionale, che presuppone costi che non tutte le aziende possono permettersi, soprattutto a certi livelli.

Uno spot in tv per lanciare un nuovo prodotto, ad esempio, comporta un investimento importante, ma attraverso questo nuovo strumento, che potremmo quasi definire baratto 2.0, tutti possono farlo, indipendentemente dal settore nel quale si opera.

Licenza Creative Commons

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »