Crisi: nuovi segnali in vista dell’estate

Lug 16 • EconomiaNessun commento su Crisi: nuovi segnali in vista dell’estate

Il segno della crisi: vacanze estive, acquisti in saldo e multe calano in tutta Italia


Le abitudini degli italiani cambiano: staccare la spina fuori città diventa un lusso, aggiornare il guardaroba estivo con capi in saldo è comunque dispendioso e risulta vantaggioso spostarsi con mezzi pubblici per evitare contravvenzioni.

Sembra che nulla sfugga alla crisi incombente sul nostro Paese, e lo confermano i dati allarmanti emersi dalle ultime statistiche, che attestano la criticità della situazione nazionale e che lasciano presagire un’estate difficile. Un sondaggio di Fismo-Confesercenti, condotto su un campione di commercianti di alcune importanti città italiane, rivela che la prima settimana di vendite scontate di fine stagione si chiude con un calo medio del 15% della spesa dei clienti rispetto allo stesso periodo del 2012.

Diminuisce, dunque, il potere d’acquisto, ma anche la possibilità di rilassarsi nelle mete turistiche estere: secondo uno studio svolto dalla Confartigianato, 7,8 milioni di italiani rinunceranno alle vacanze estive, mentre per 23,3 milioni di concittadini le ferie saranno condizionate dai problemi quotidiani. Il 55% dei vacanzieri ha scelto, infatti, di trascorrere la villeggiatura in località italiane, dove il calo dei turisti si è fatto comunque sentire tra aprile 2012 e marzo 2013, stando ai dati sull’afflusso nelle strutture ricettive.

Ad aiutare l’economia del Belpaese, che si è classificato al terzo posto dopo Francia e Spagna per capacità di attrarre visitatori, non concorrono neanche gli stranieri, la cui presenza turistica cala del 6%. Il bilancio è negativo soprattutto per gli hotel a tre stelle in località balneari e lacuali, mentre godono di maggiore stabilità le strutture di lusso.

Per risanare uno dei settori su cui l’Italia ha sempre puntato è intervenuto il Consiglio dei Ministri, che ha recentemente avviato un progetto, denominato “Destinazione Italia”, allo scopo di incentivare gli investimenti esteri nel nostro Paese.

Infine, chi l’avrebbe mai detto che, pur di non andare incontro a multe salate, gli italiani cominciassero a preferire i mezzi pubblici alla confortevole e privilegiata automobile? Eppure, i dati diffusi dalla Banca dati del Ministero dell’Economia parlano chiaro: le entrate derivanti dalle contravvenzioni segnano per la prima volta pesanti passivi pari al 25% rispetto all’anno precedente. L’uso ridotto della macchina gioverà di certo all’ambiente, ma non ai Comuni che, oltre al Patto di stabilità e ai continui tagli, devono ora fare i conti con il calo di questi incassi. A colpire le Amministrazioni, oltre la crisi, è il caos delle regole nelle riscossioni e, in particolare, il “Decreto sviluppo”, che ha sancito l’uscita di Equitalia dal ramo dei tributi locali senza chiarire chi avrebbe incassato le multe.

In tempo di crisi, la parola d’ordine è sempre la stessa: austerità. E gli italiani pare l’abbiano accolta in pieno, mostrando ancora quella capacità di adattamento che li ha resi, nei periodi bui, maestri dell’ arte di arrangiarsi.


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