Confcommercio e Censis pubblicano il rapporto “Outlook Italia”. Le famiglie sempre più in difficoltà

Ott 16 • EconomiaNessun commento su Confcommercio e Censis pubblicano il rapporto “Outlook Italia”. Le famiglie sempre più in difficoltà

Confcommercio Outlook Italia

Uno studio condotto da Confcommercio e Censis rileva dati poco confortanti per la condizione delle famiglie italiane

Nonostante le parole spese dai vari membri del Governo presieduto da Enrico Letta, la situazione economica del Paese rischia di peggiorare in seguito all’approvazione della Legge di Stabilità.

Presentando oggi il rapporto “Outlook Italia”, la Confcommercio ha rilasciato alcune impressioni su quello che ci aspetta.

L’indagine è stata effettuata su un campione di 1.200 famiglie italiane, tra il 25 settembre e l’8 ottobre 2013, e i risultati non sono confortanti.

Secondo lo studio, il 69% delle famiglie intervistate ritiene che le capacità di spesa e di consumo siano peggiorate rispetto all’anno scorso; negli ultimi sei mesi hanno registrato, tra entrate e spese, un saldo pari a 0, mentre un quinto del campione sostiene di aver avuto più uscite che entrate.

Questo, ovviamente, si traduce in una forte contrazione dei consumi, anche quelli di prima necessità, per non parlare poi delle spese “impreviste”, come piccoli lavori in casa, la riparazione dell’auto, le spese mediche.

Come se non bastasse, si aggiunge anche la difficoltà a pagare le tasse e il mutuo. La prima casa sarà anche sacra, come ribadiscono ogni volta che possono gli esponenti del Pdl, ma per acquistarla ci vogliono i soldi.

Si finisce, così, con il posticipare i pagamenti, slittando le scadenze, anche perché i risparmi, utilizzati negli ultimi anni per sopravvivere, sono sempre meno.

Si rinuncia ad un momento di svago, ai famosi week end “fuori porta”, agli spostamenti in auto, alle cene con gli amici il sabato sera.

Insomma, si stringe sempre più una cinghia che, se si continua così, non avrà più un pantalone da reggere. 

A preoccupare maggiormente le famiglie è l’incertezza del mercato del lavoro, le difficoltà dei figli nel trovare una occupazione più o meno stabile, ma anche la paura di perdere il proprio impiego, o subire una riduzione dello stipendio.

 Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha dichiarato:

Ridurre il tasso della pressione fiscale dal 44,3% al 43,3% in tre anni è poca cosa, con questa legge di stabilità non c’è ancora stata la svolta che chiedevamo urgentemente con un taglio della spesa pubblica. Speriamo che il Parlamento ne tenga conto in sede di conversione

A dispetto di quanto sostenuto dai Ministri in quota Pdl, auto proclamatisi “sentinelle anti tasse”, secondo le stime della Confcommercio e del Censis, nel 2014 gli italiani dovranno far fronte a ben 6,5 miliardi di euro di imposte in più rispetto al 2013. 

Altro che sentinelle. 

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