Lucia Esposito ci racconta l’esperienza di ceLuceincucina

Ott 9 • CuriositàNessun commento su Lucia Esposito ci racconta l’esperienza di ceLuceincucina

La protagonista del canale YouTube di ricette ceLuceincucina risponde a qualche nostra domanda

Cucina tradizionale napoletana e passione sono le parole chiave del canale YouTube ceLuceincucina – di cui abbiamo parlato qui – curato da Radio Siani e con protagonista Lucia Esposito, una donna non vedente dall’età di 21 anni che non ha rinunciato alla sua più grande passione.

Dopo i primi video pubblicati l’anno scorso e l’inizio della seconda stagione, la protagonista delle video ricette ha acconsentito a rispondere a qualche nostra domanda.

Quando hai iniziato con le prime video ricette avresti mai pensato di arrivare ad una seconda stagione?

Il canale di cucina ceLuceincucina è nato nel dicembre 2013. Dopo aver caricato le prime video ricette avevo certamente intenzione di continuare a fare altri video, ma non credevo assolutamente di dover programmare un vero e proprio calendario di video per un’ipotetica stagione.

Nuova stagione, nuovi piatti, nuove ricette. Quali prediligi maggiormente?

I piatti che prediligo maggiormente e che mi piace di più preparare sono quelli della tradizione napoletana ed in particolare quelli che preparavo a casa mia insieme a mio padre.

Il tuo non è solo un canale di video ricette, ma anche un modo per portare attenzione verso il tema della disabilità. Come lo affronti?

Il tema della disabilità è cosa molto delicata, affrontare con leggerezza il proprio handicap non vuol dire sottovalutarlo, anzi. Sono arrivata infatti a vivere la mia problematica in modo così elastico, e se volete anche ironico, dopo molti anni di sofferenza. Non vedere la luce, nel mio caso, si è rivelato essere l’ultimo dei problemi, quando ho capito di aver invece perso un bene assai più grande che è l’autonomia. Allora sì che mi è mancata la terra sotto ai piedi e che ho pensato non ci fosse più futuro per me. Ecco, quando un normodotato perde uno dei suoi ovvi optional, ovvero uno dei sensi, che rendono la persona così detta “normale”, avviene qualcosa di incredibile. Tutti abbiamo una grandissima forza, chiusa in un posto nascosto, e quando arriva una sofferenza che pare tanto insostenibile allora questa forza salta fuori. Il disabile è una persona uguale alle altre, un normalissimo essere umano come tutti gli altri, solo che, posto innanzi a qualcosa di così doloroso, ingrana quella marcia in più che forse non sapeva nemmeno di avere, quando appena ieri era così “normale”.

Un consiglio a chi è alle prime armi in cucina?

A chi è alle prime armi in cucina mi sento di dare due consigli. In generale è buona regola rispettare i tempi, qualsiasi ricetta si crei infatti, vi è il bisogno di saper aspettare, poiché, come ho imparato nel tempo, il risultato finale di una ricetta cambia, anche perché alla fine si è ripagati, se si ha un pochino di pazienza. Nello specifico invece, in presenza di un handicap come il mio, utilizzate sempre il buon senso. Si arriva per gradi ad essere più lesti in cucina.

Il tuo esempio potrebbe spingere altre persone che vivono una condizione simile alla tua a non perdere la speranza. Cosa diresti a queste persone per incoraggiarle?

La vita ci espone a tantissimi tipi di problemi. Io credo che ogni persona, nel suo piccolo, superando dal più semplice al più grande problema, si dia una opportunità per dimostrare prima a sé, e poi agli altri, che si può fare! Credetemi, non è importante stare d’avanti ad una telecamera, l’essenziale è essere presenti a sé stessi, con o senza disabilità. Solo così possiamo poi, senza però presunzione alcuna, provare ad essere un esempio per gli altri.

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