Il linguaggio del corpo smaschera i nostri inganni

Feb 6 • CuriositàNessun commento su Il linguaggio del corpo smaschera i nostri inganni

Analizziamo con un pizzico di leggerezza i principali segnali che il nostro corpo lancia, con uno sguardo ai rigorosi studi condotti dallo psicologo statunitense Albert Maharabian.

Sarà capitato a tutti di ascoltare con finto interesse il proprio interlocutore o di mostrare un’attenzione, in realtà inesistente, ai racconti auto celebrativi del proprio capo o ancora, ammettiamolo, di organizzare mentalmente la spesa ed il programma della giornata mentre il/la  proprio/a  amico/a sfigato in amore (tutti ne abbiamo uno!) con meraviglia e dolore ti racconta del suo ennesimo, scontatissimo per i più, fallimento sentimentale.

Ebbene occorre fare attenzione!

Albert Mehrabian ha dedicato buona parte della sua carriera allo studio della comunicazione non verbale ed un’altra cospicua parte a difendere i suoi studi dalle interpretazioni strumentali alle quali si sono prestati.

Il dottor Mehnrabian giunse alla conclusione che il linguaggio del corpo, quindi non verbale, influirebbe nelle comunicazioni per il 55 % a fronte del 38% influenzato dalla voce ( tonalità , cadenza ecc.)  e solo del 7% condizionato ai contenuti.

Ma vediamo quali sono gli atteggiamenti che possono tradire il nostro reale stato d’animo e/o livello di attenzione.

La postura dei piedi

Nessuno ci avrebbe pensato, anche perché non è proprio naturale osservare i piedi del proprio interlocutore, ma le nostre estremità sembrano indicare inconfutabilmente se siamo orientati all’ ascolto del nostro dirimpettaio, e in tal caso sono a lui rivolte, o se mentalmente è stata già individuata una via di fuga e quindi uno o entrambi i piedi saranno rivolti in un’ altra direzione.

I piedi hanno un ruolo anche in termini di messaggio erotico. Se una donna infatti mostra il collo del piede vuol dire che ha assunto un’ atteggiamento seducente e sembra che manifesti disponibilità sessuale.

Occhio agli occhi

Gli occhi saranno anche lo specchio dell” anima ma sono anche la parte per antonomasia più espressiva del nostro corpo. Erroneamente si crede che fissare l’interlocutore sia indice di attenzione. Di certo guardarlo magari senza distrarsi a giocherellare con il telefonino, i-pod e varianti è un indubbio segno di rispetto, ma proprio come si può prestare attenzione pur essendo in altre faccende affaccendati cosi uno sguardo vacuo ce la dice lunga sull’ interesse suscitato. Per di più sembra che un contatto visivo prolungato inneschi una reazione primordiale facendo sentire l’oggetto dell”attenzione dominato e quindi ponendolo in una posizione di difesa. L’optimum sembra essere raggiunto dosando le cose e riducendo il contatto visico diretto al 60 % del tempo a disposizione.

Braccia (e gambe) che parlano

È credenza comune che incrociare gambe e braccia o piedi sia indice di chiusura, di difesa e/o di ansia. Gli studi condotti sembrano confermarlo anche se trattandosi di ipotesi e non di scienza non si può trascurare la componente della “comodità” e il fatto che sembra ugualmente realistico che, per alcuni, certe pose da contorsionista sono funzionali alla concentrazione.

Le labbra rivelatrici

Mordicchiarsi le labbra, stringerle, atteggiarle a broncio, aprirle in un sorriso a metà ecc sono tutti segnali rivelatori dei nostri stati d”animo e di come ci poniamo rispetto al contesto in cui ci troviamo.

I mille gesti rivelatori

Giocherellare con i capelli, gli orecchini, le penne, aggiustarsi la cravatta, toccarsi i lobi delle orecchie, raddrizzare la schiena, muoversi a specchio rispetto all’interlocutore ecc. Non c’è gesto volontario o meno che sia che non tradisca uno stato d”animo questo a prescindere dal significato che vi si voglia attribuire.

Ognuno di noi ha delle peculiarità come dei vezzi che lo rendono unico ma conoscere le basi del linguaggio del corpo ci aiuta sia ad interpretare con buona approssimazione “gli altri” che a modulare i nostri atteggiamenti prestando attenzione a che tutte le parti del corpo interpretino il medesimo copione.

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