La Terra dei Fuochi non è sola. Anche i vip ci mettono la faccia

Ott 10 • CuriositàNessun commento su La Terra dei Fuochi non è sola. Anche i vip ci mettono la faccia

Molta è l’attenzione che ruota attorno al destino della Terra dei Fuochi, con moltissimi vip che hanno deciso di esporsi in prima persona per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica


Negli ultimi giorni il mondo dello spettacolo ha iniziato ad interessarsi attivamente della questione dei rifiuti tossici sversati nella ormai tristemente nota Terra dei fuochi.

Dopo il servizio di Nadia Toffa trasmesso durante la trasmissione “Le Iene”, molti personaggi dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della musica hanno deciso di “adottare” un comune della Terra dei Fuochi, facendosi immortalare con in mano un foglio recante il nome del comune o della località adottata e la frase “non deve morire”, sulla pagina Facebook creata da Selvaggia Lucarelli, La Terra Dei Fuochi Non è Sola

La nota conduttrice televisiva e radiofonica ha mobilitato tantissime persone per sostenere la causa, e da giorni affronta la questione in radio, in tv, sui giornali e, soprattutto, sui social network.

È la stessa Lucarelli a raccontare la sua iniziativa, che sta ottenendo un’enorme visibilità a livello nazionale:

Questa pagina è una piccola luce accesa sul dramma che vive la Terra dei fuochi, che comprende i circa ottanta comuni tra Napoli e Caserta, avvelenati da roghi e rifiuti tossici, seppelliti negli anni dalla camorra (pagata dalle aziende del Nord che volevano sbarazzarsene) sotto case, scuole, campi sportivi, terreni agricoli. Nella Terra dei fuochi ogni giorno qualcuno si ammala di tumore, leucemia e altre malattie. Tutto è contaminato: acqua, aria, frutta, verdura. Muoiono bambini, adulti e una terra in cui un tempo i ragazzi potevano giocare a pallone senza avere paura dell’erba. Ho chiesto a 67 amici e personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, del giornalismo e dello sport di aiutarmi a far sentire agli abitanti della Terra dei fuochi che non sono soli. Hanno risposto in tanti e con una generosità incredibile. In questi giorni ho ricevuto una quantità impressionante di messaggi dalla Terra dei fuochi. Ho parlato con tante persone, ho letto, mi sono documentata su una realtà che conoscevo superficialmente come la maggior parte di voi. Leggere tante storie di morte e di dolore, mi ha reso difficile scrivere d’altro. Oggi mi sento più leggera e posso tirare le prime somme su un’iniziativa, quella di adottare virtualmente un comune della Terra dei fuochi, che è diventata molto di più di quello che immaginavo e speravo. Tanti personaggi, da Bonolis a Alessandro Preziosi, hanno chiesto di aderire alla campagna o hanno fatto le loro foto spontaneamente. Eros Ramazzotti mi ha contattata dall’Argentina e ha inviato la sua foto con un interesse e una partecipazione che mi hanno sorpresa. Ci sono state persone come Gallinari che hanno dato il loro contributo tra voli per Denver e fusi orari faticosi per comunicare. La Corvaglia se l’è scattata sul treno. Fiorello mi ha inviato la sua foto all’alba. Quella foto è stata uno dei suoi primi pensieri della giornata. Alessia Marcuzzi, Paola Perego e moltissimi altri hanno detto sì con un entusiasmo che ricorderò. E per ogni foto potrei raccontare aneddoti utili a far capire agli scettici che dietro a ogni scatto c’è una piccola storia e che nulla è scontato, neanche i gesti più banali, soprattutto quando arrivano da persone che ricevono decine di richieste di questo tipo tutti i giorni, per tutte le cause possibili. Ho deciso di non rispondere alle critiche (poche per la verità) perché la polemica è un gioco che mi diverte, ma non quando distrae e sposta l’attenzione dalle cose importanti. A quello ci pensa già a sufficienza la politica, negli ultimi giorni più che mai. La cosa bella è vedere quante persone comuni stanno continuando a mandare le loro foto sulla pagina fb e su twitter con i cartelli: bambini, scuole, squadre di calcio, redazioni di giornali, colleghi in uffici, striscioni ieri durante la marcia con lo slogan “…non deve morire”. E’ diventato un messaggio virale. Qualcuno si chiede quale sia stata e sia l’utilità. L’utilità è che molti, fuori dalla Campania, fino a ieri pensavano che la Terra dei fuochi fosse un parco giochi con gli stunt-man e oggi sanno qualcosa in più. L’utilità è che dove non è arrivata la cronaca di un giornalista de Il Mattino che da anni perde il sonno e la serenità per raccontare cosa accade lì, magari è arrivato un cartello con Federica Pellegrini o Rita Dalla Chiesa. Ivan Zazzaroni, per dire, ha scritto su twitter di essere stato catapultato in una realtà che non conosceva e sta approfondendo, sta cercando di capire il più possibile. E non parliamo certo degli ultimi degli incolti. L’utilità è che magari a qualcuno arreso o spaventato, è venuta finalmente voglia di reagire, perchè si sente meno solo. Per il resto, certo che le cose non cambiano con un cartello, ma ognuno mette il suo mattone. Con l’ignavia, non si costruiscono case e si muore nel silenzio.

Da settimane ormai Contrordine sta cercando di dare il giusto spazio al problema dei rifiuti tossici in Campania, spinti dalla necessità di non spegnere mai i riflettori su un problema che non è, e non deve essere, circoscritto ad un’area geografica martoriata e stuprata ogni giorno da vent’anni.

La Terra dei Fuochi riguarda tutti. La Terra dei Fuochi non è sola.  

Al di là  di quello che può pensare un giornalista malato di visibilità, non siamo un popolo di merda e non meritiamo di morire. 

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