Home Cultura Silvio Orlando porta in scena “Il mercante di Venezia” al Teatro Bellini

Silvio Orlando porta in scena “Il mercante di Venezia” al Teatro Bellini

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Il Mercante di Venezia Teatro Bellini Napoli

[highlight]Dall’11 al 16 novembre la compagnia Popular Shakespeare Kompany porta sul palco il grande successo shakespiriano “Il mercante di Venezia”[/highlight]

In seguito al successo di Romeo e Giulietta è nata una nuova compagnia, la Popular Shakespeare Kompany, che ha avuto il suo battesimo ufficiale con lo spettacolo La Tempesta all’interno del Festival Shakespeariano di Verona nel 2012. La compagnia si impegna ogni anno a mettere in scena un classico, con l’intento di continuare ad offrire al pubblico grandi testi, con modalità produttive nuove, che trasformino la crisi in occasione di rinnovamento e creatività.

Quest’anno è la volta de “Il mercante di Venezia”, che approda a Napoli al Bellini Teatro Stabile di Napoli dall’11 al 16 novembre, con protagonista Silvio Orlando nei panni dell’usuraio ebreo, Shylock. La regia è di Valerio Binasco e con Andrea Di Casa , Fabrizio Contri, Milvia Marigliano (Nerissa) , Simone Luglio, Elena Gigliotti, Elisabetta Mandalari,  Nicola Pannelli (Antonio),  Fulvio Pepe, Sergio Romano (Lancilotto) , Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati.

La trama

Venezia, XVI secolo, capitale indiscussa del commercio marittimo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano privo di mezzi economici, è innamorato di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per poter aspirare degnamente alla sua mano, ha bisogno urgente di almeno tremila ducati. Li chiede in prestito al suo carissimo amico Antonio, mercante in Venezia il quale, però, si trova in momentanea difficoltà. Malgrado ciò, lo vuole aiutare per cui deve farsi garante presso Shylock, usuraio ebreo. Ma Shylock odia ferocemente Antonio poiché presta denaro gratuitamente, facendo così abbassare il tasso d’interesse in città. Nonostante ciò, il prestito viene accordato ma l’ebreo vuole, in caso di mancato rimborso, una libbra della carne di Antonio. La vicenda finisce davanti al doge che amministra la giustizia a Venezia: Shylock non accetta una somma ben tre volte superiore offerta da Porzia e si appella al contratto sottoscritto dalle parti, pretendendo che il tribunale gli dia ragione e gli consenta di staccare una libbra di carne dal corpo di Antonio. Ne fa una questione di principio. In realtà vuol vendicarsi di Antonio che in pubblico ha umiliato lui e il suo popolo con i peggiori epiteti. E d’altronde la legge è dalla sua parte. Ma come spesso accade, la crudele richiesta alla fine gli si rivolgerà contro. Con un opportuno e scaltro espediente, la difesa trova un cavillo legale e fa condannare il povero Shylock alla confisca totale dei beni per aver attentato alla vita di un cittadino della Repubblica. Per lui è la fine. Ma al danno si aggiunge la beffa: Shylock è costretto ad abiurare e a convertirsi al cristianesimo.

Sul palco

Nella messa in scena di Valerio Binasco si indaga profondamente sul concetto di “bene” e di “male” fino a rimescolarle: fondamentale diventa allora lo scontro tra una moltitudine di uguali, i cristiani di Antonio, e il singolo diverso l’ebreo Shylock. “Il Mercante di Venezia” è ambigua e complessa, si intrecciano conflitti sociali e culturali, valori come legalità e giustizia, passioni e intrighi amorosi,  tra i capolavori shakespeariani dal più forte impatto etico. In tutta l’opera prevale il potere del denaro, tutto si compra e si vende, anche un brandello di carne umana, anche l’amore.

Il protagonista è Shylock, un uomo anziano, un outsider, un eretico che, come spiega Silvio Orlando,

[quote]si mette di traverso alla felicità dei giovani, facendo saltare il patto delle generazioni. Un po’ quello che succede oggi. Ma il regista Valerio Binasco lo vuole anche ferito e dolente[/quote]

Ancora una volta Shakespeare riesce a scavalcare il limite temporale e a fornirci materia per riflettere su di noi e sul nostro presente.

La rilettura del regista Valerio Binasco si distacca dalla classicità, e punta a coinvolgere anche le nuove generazioni. Non mancano momenti divertenti, grazie a dialoghi che esaltano il lato comico nascosto nel testo ed alla caratterizzazione di alcuni personaggi dotati di un grande senso dell’umorismo, come PorziaNerissa e Lancillotto.

La scelta registica di Binasco può far storcere il naso agli amanti del “classico”, che con la magistrale interpretazione di Silvio Orlando nei panni dell’usuraio Shylock, affiancato da un valido e convincente Nicola Pannelli, nel ruolo di Antonio, sta riscuotendo un enorme successo.

La scena

Palco diviso in due: la parte visibile e quella transito. La parte visibile della scenografia è costituita da pochi oggetti, ideata da Carlo de Marino: un tavolo con le sedie, una poltrona su di un tappeto e tre scrigni e i loro intrighi. La parte non visibile è quella di transito: una volta è la cucina di Shylock, la scena successiva è il retro del ristorante e quella dopo ancora le stanze della villa di Porzia, ma in realtà nessuno sa realmente li dietro cosa ci sia. I costumi semplici di  Sandra Cardini riescono a proiettare l’immagine di Venezia della prima metà del secolo scorso.

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