#PensieriBarbarici: 12 centimetri di felicità

Mag 9 • CulturaNessun commento su #PensieriBarbarici: 12 centimetri di felicità

I migliori amici delle donne saranno anche i diamanti ma le scarpe sono di certo delle complici poliedriche  ed insostituibili

Volete mettere lo sbrilluccichio di una pietra sempre uguale a se stesso con la varietà di tessuti, pellami, modelli, fogge e colori? Suvvia, un paio di scarpe è in grado di esaltare la femminilità o di azzerarla, di rendere unico ed inimitabile un abito, di sostituire in toto gli accessori, di nascondere i difetti e di esaltare i pregi delle nostre, spesso trascurate, estremità inferiori e di tutta la figura.

La deviante fiaba di Cenerentola ci insegna che la fanciulla ha trovato marito, e non uno qualunque, grazie alla famosa scarpetta.

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La finzione televisiva ci ha illustrato il valore consolatorio e catartico che le calzature avevano per Carrie Bradshow, protagonista della serie Sex end The City.

Ma la storia ci racconta di Imelda Romualdez Marcos, moglie del dittatore Ferdinando, che al rientro a Manila dall’esilio non solo inaugurò un Museo delle calzature esponendo proprio gran parte del suo tesoro composto da mille e sessanta paia ma liquidò gli avvenimenti che l’avevano coinvolta dichiarando con sagacia:

Nel mio armadio cercavano scheletri. Invece hanno trovato solo cose meravigliose (le sue amatissime scarpe)

Le donne intelligenti, si sa, amano le scarpe e sono ironiche!

E se da qualche anno a questa parte d’inverno si vedono quasi esclusivamente stivali la primavera prima ma ancor più l’estate rappresentano la fioritura delle calzature.

Ballerine, mocassini scamosciati, infradito, sandali alla schiava, cinturini, laccetti, zoccoli, scarpe gioiello e chi più ne ha più ne metta ma, a mio avviso, una menzione speciale merita l’inventore della zeppa sottile.

A differenza della classica calzatura dal tacco uniforme quest’ultima simula lo slancio del tacco a spillo  ( o sottile) che diciamocelo con onestà ben poche si potrebbero permettere e ancor  un numero inferiore sanno calzare con disinvoltura.

Così, complice, un mimetico plateu, ci si eleva verso le vette sinuose della seduzione. Praticamente di conquistano d’un botto 12 centimetri di felicità.

Solo una cosa può intaccare il ruolo delle nostre beneamate amiche, il buon gusto.

Prima di scoprire i piedi guardateli con obiettività ed autocritica; nessuno vi chiede di celare dei denti sporgenti con una maschera o degli occhi strabici con una benda  ma il comune senso del decoro vi chiede di nascondere dei piedi deformi e, soprattutto , non curati o addirittura (orrore!!!) lerci.

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E se esiste qualche donna che non conosca il seduttivo richiamo delle scarpe, la malia del loro occhieggiare da una vetrina come da una bancarella, l’ebrezza di osservarle , toccarle, pregustarle , il senso di posesso nel calzarle per la prima volta e l ‘orgasmo provocato dal portarsele a casa sento il dovere di informarla che non esiste dispiacere o delusione che in tal modo non  possa  essere attenuato.

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