#PensieriBarbarici: Mammo e papà

Mag 23 • CulturaNessun commento su #PensieriBarbarici: Mammo e papà

Il Parlamento irlandese approva le unioni civili tra omosessuali e il mondo si accorge che esistono i gay, che si innamorano, desiderano mettere su casa, costruire una famiglia e, con qualche artificio, avere anche dei figli

La questio è complessa ed articolata, perché in tema di libertà sessuale non si discute, chiunque dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere libero di manifestare la propria sessualità senza essere censurato; che si tratti di perversioni, di gusti, pratiche sessuali estreme purché i rapporti siano consenzienti e non si violino le leggi della comune etica (non della morale) nel proprio “letto” chiunque faccia la qualunque.

Il “problema” nasce dai risvolti sociali del riconoscimento che ormai non è così scontato che i due che si incontrano, s’innamorano ed anelano a vivere per sempre felici e contenti, possibilmente insieme,  siano dello stesso sesso.

L’ Irlanda è comunemente riconosciuta come paese bigotto , ma difronte all’eclatante risultato del referendum che ha fatto registrare un 90% di voti a favore delle unioni civili gay, anche la Chiesa, che tanto tiene ai suoi adepti e  in fatto di marketing è ferrata quanto in finanza e politica estera , ha dovuto riconoscere e in qualche modo legittimarle.

Ci dobbiamo fermare, guardare ai fatti e metterci in ascolto dei giovani. Non si può negare l’evidenza

Queste le dichiarazioni dell’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin.

Ma laddove la Chiesa ingoia il boccone amaro e fa buon viso a cattivo gioco ecco i nostri politicanti non si smentiscono e Angelino Alfano, Ministro dell’Interno, non perde l’occasione per tacere:

La nostra posizione è chiara: sì alle unioni civili, sì al riconoscimento dei diritti delle persone con un rafforzamento patrimoniale di questi diritti, no alla equiparazione al matrimonio, no alla reversibilità della pensione, no alle adozioni dei figli

Ora caro Angelino, ascoltando la tua dichiarazione ho subito pensato: perché mai tra due legittimi coniugi quello che sopravvive, ammesso che non abbia un proprio reddito, non può beneficiare della pensione di reversibilità? Perché mai, oso, non potrebbe beneficiarne addirittura convivente pluriennale che ha usufruito di oneri ed onori di un’unione senza mai sentire il bisogno di certificarla dinanzi ad un funzionario del comune?

E poi veniamo alle adozioni e ai figli.

Nel nostro mondo ricco di contraddizioni ci sono milioni di bambini in stato di abbandono e di precarietà e altrettante potenziali mamme e famiglie pronte ad accoglierle e noi che facciamo? Rendiamo le adozioni sempre più discriminanti e “bene di lusso”.

Ora personalmente esprimo delle perplessità sul modello familiare in cui entrambi i genitori appartengano allo stesso sesso ma solo ed esclusivamente perché il modello sociale mamma, papà figli è consolidato da sempre ed è prevalente in natura.

Ma poi rifletto e penso a quanto abbiamo stravolto tutto, a quanto velocemente negli ultimi dieci anni ci si è adattati al modello di famiglia allargata che in alcuni casi si rivela vincente rispetto alle tradizionali coppie che restavano insieme “per i figli” salvo poi assicurargli disturbi che neanche due vite di psicanalisi avrebbero potuto risolvere.

Rifletto sul fatto che l’amore, la cura, la dedizione, l’impegno rendono un genitore tale e non l’incontro più o meno volontario di uno spermatozoo e di un ovulo.

Rifletto sui padri che si dimenticano dei figli per inseguire una nuova effimera giovinezza a colpi di tintura per i capelli e jeans colorati.

Rifletto su madri che non rinnegano il loro ruolo per viltà sociale, ma ben volentieri si libererebbero dell’amato fardello.

Rifletto su tutto quello che ho intorno, che vedo, osservo, analizzo, intuisco e mi rendo conto che forse io stessa sono vittima di un ennesimo tabù.

Chi ci dice che un giorno anche la domanda più stupida del mondo non possa essere rivisitata e che i bimbi del domani si sentiranno chiedere banalmente ma con naturalezza:

“Vuoi più bene a mammo o a papà?”

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