Libro VS Ebook, chi la spunterà?

Feb 15 • CulturaNessun commento su Libro VS Ebook, chi la spunterà?

Nella lotta tra cartaceo e digitale il 2013 sancisce l’avanzata di quest’ultimo nei gusti degli italiani. Il fascino del libro rilegato, però, è duro a morire

È nel 1971 che l’ebook fa, per la prima volta, il suo ingresso nel mondo della cultura e delle abitudini dei lettori, attraverso il progetto Johannes Gutenberg finalizzato alla costituzione di una biblioteca di versioni elettroniche di libri stampati.

Solo nel 1991, però, viene fondata la ByblioBite, prima casa editrice a vendere ebook in rete. Ben presto, la consultazione di libri elettronici online e la vendita di questi ultimi si sarebbero rivelati fenomeni in espansione che avrebbero condotto all’inasprirsi dei dibattiti circa la preferenza per il tradizionale libro cartaceo o il nuovo arrivato elettronico. Ad infervorare gli animi degli amanti della carta contribuiscono i dati incontestabili sulla crescita progressiva della lettura digitale.

Gli esiti delle indagini condotte relativamente all’anno 2013 non lasciano dubbi: secondo l’analisi Nielsen, presentata in apertura del Salone del Libro di Torino dall’Associazione Italiana Editori (Aie), le vendite di ebook sarebbero passate dal 5,5% del 2012 al 6,3% del 2013 (escluso Amazon); intanto l’Istat rivela che circa 14 milioni e 500 mila persone utilizzano Internet per leggere giornali, news o riviste online, mentre oltre 1 milione e 900 mila comprano online libri, giornali, riviste o e-book.

Tra i fattori che inducono i lettori al passaggio al digitale rientrano la disponibilità immediata dei testi, accessibili mediante pc, tablet, smartphone e ebook reader, ma anche la possibilità di dedicarsi contemporaneamente alla lettura di testi differenti (salvati nella memoria degli strumenti tecnologici), senza ovviamente portarsi dietro l’intera libreria. Non meno influente è la componente economica, poiché il mercato ebook presenta costi ridotti a tal punto che ogni giorno è possibile acquistare un’opera al prezzo di un semplice caffè. E in tempo di crisi la maggiore accessibilità non può che rendere più desiderabile quel prodotto.

Diventa, allora, legittimo l’interrogativo che in molti si pongono: il processo di digitalizzazione prenderà il sopravvento in maniera assoluta sulla tradizione, oppure no?

Nel tentativo di rispondere con pareri di esperti del settore si rischia di non sciogliere il dilemma, ma lasciare aperte due prospettive. Mentre Marco Ferrario, fondatore della libreria italiana online BookRepublic, è sicuro che

Stiamo andando verso la digitalizzazione dell’editoria come succede già nei Paesi anglosassoni

Giuseppe Laterza respinge l’idea di un’affermazione definitiva del digitale, non credendo «a chi profetizza la fine del libro di carta».

A sostegno della seconda posizione si colloca la riflessione contenuta nel libro “La bustina di Minerva” di Umberto Eco:

Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta.

Lo scrittore lascia intendere che per quanto si possano aggiungere particolari, modificare parti o abbellire le forme l’essenza di un coltello, come quella di un libro, rimane sempre la stessa. E, avventurandosi nei meandri dei pro e dei contro, risultano ridimensionati molti vantaggi attribuiti all’ebook se solo si pensa che un libro può essere sottolineato, sopporta orecchie e segnalibri, funziona anche laddove non ci sono spine elettriche e quando qualsiasi batteria si è scaricata.

Al di là delle varie congetture i destini del libro e dell’ebook saranno determinati da una serie di provvedimenti, tra cui l’eventuale intervento del legislatore rispetto alla questione fiscale per la vendita di ebook.

Intanto c’è chi, come lo scrittore britannico Julian Barnes, sostiene che se il libro vuole resistere alla sfida

deve assumere l’aspetto di qualcosa che vale la pena comprare, e vale la pena conservare

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