Il rapporto Eurispes 2017

Gen 27 • AttualitàNessun commento su Il rapporto Eurispes 2017

Una radiografia del Paese, contrassegnata da un pervasivo pessimismo.

Il rapporto Eurispes 2017, appena diffuso, riservato alla situazione del nostro Paese, fa una radiografia impietosa della condizioni in cui versa l’Italia.
I dati che emergono, in maniera cruda, dal rapporto, sono disarmanti.

Contano poco, chiaramente, ai fini della valutazione oggettiva, le percentuali che contraddistinguono le difficoltà economiche che assillano, ormai da tempo, gli italiani. Malgrado qualche timido segnale di ripresa, la situazione del Paese è contrassegnata da una crisi di fiducia, sottolineata da un forte pessimismo di buona parte dei nostri concittadini.

Un pessimismo accompagnato da dati reali, con cui buona parte dei nostri connazionali deve fare i conti. Circa il 50% delle famiglie italiane ha una evidente, e crescente difficoltà ad arrivare a fine mese. E. spesso, deve attingere ai risparmi. Risparmi che riesce a fare soltanto circa il 25& delle famiglie italiane.
Uno dei problemi più sentiti dalle famiglie italiane è quello relativo al costo da sostenere per la casa, sia esso dovuto al pagamento del mutuo, sia al pagamento della locazione.

Così come la maggioranza delle famiglie avverte il peso delle tasse che, malgrado le promesse sbandierate, non diminuiscono. Almeno è questa la percezione che hanno gli italiani, secondo il rapporto.
Altrettanto significativo è il ritorno in famiglia di giovani che hanno difficoltà economiche. E allora il ritorno è dovuto alla necessità di ricorrere al sostegno economico della famiglia d’origine, o alla necessità, sempre per motivi economici, di affidare ai nonni i propri figli per difficoltà oggettive a sostenere il costo di una baby sitter.
Circa un quarto delle persone si sente più povero, sia per la perdita del lavoro, sia per la separazione, o il divorzio dal coniuge.

Potremmo continuare con altri dati che emergono dall’indagine, ma la sostanza sarebbe soltanto confermata: un impoverimento del Paese, che comincia ad essere sempre più evidente, e più dannoso anche dal punto di vista psicologico.

Ci auguriamo che il rapporto riesca a convincere la classe politica di questo nostro Paese a migliorare il proprio rapporto con i cittadini. La crudezza dei dati emersa dovrebbe, anche, consentire una presa d’atto della situazione, ed un opportuno e necessario cambio di strategia, non più rinviabile, se si vuole riportare il Paese ad una condizione di normale serenità, e al suo antico splendore.
Insomma, meno parole e vacue promesse, ma più fatti.

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