Lady D: ancora viva l’ipotesi dell’omicidio di stato

Ago 30 • AttualitàNessun commento su Lady D: ancora viva l’ipotesi dell’omicidio di stato

A 16 anni dalla morte, si cerca di capire ancora la verità sulla morte di Lady D


Il periodo felice della famiglia reale, resa ancor più popolare dal royal wedding, dal giubileo della regina e dalla nascita del Principino George, aveva messo in ombra l’anniversario della “Principessa di Cuori” che tutto il mondo ha amato.

Era infatti il 31 Agosto 1997, quando, sotto il tunnel dell’Alma a Parigi, in un tragico incidente automobilistico perse la vita a 36 anni la Principessa Diana, Dodi Al Fayed (all’epoca il suo compagno) e l’autista Henry Paul.

C’è però chi non ha mai creduto alla tesi dell’incidente, pur acclarato da ben tre inchieste, una francese e due inglesi. L’ultima dell’Aprile del 2008, condotta da Lord Scott Baker, concluse che Lady D, Dodi e Paul furono uccisi dalla guida spericolata dello stesso Paul (che era ubriaco) e dall’inseguimento dei paparazzi.

Il padre di Dodi, Mohamed Al Fayed, non ci ha mai creduto, accusando la famiglia reale di aver architettato l’assassinio della principessa.

A sostenere la tesi di Fayed entra in scena Scotland Yard, che in tutti questi anni si è sempre cautelato su tutto ciò che riguardava la principessa del popolo.

Eppure la scorsa settimana ha rilasciato un comunicato che ha attirato molte critiche. All’attenzione degli agenti sono arrivate, infatti, nuove informazioni che portano tutte ad una sola conclusione: l’omicidio di stato.

Stiamo valutando la rilevanza e la credibilità di queste nuove informazioni. Il compito sarà portati a termine dagli agenti del comando delle operazioni speciali. Questa non è una nuova inchiesta

Resta sul vago, ovviamente, Scotland Yard, ma la pubblicazione di questo annuncio significa potenzialmente una svolta sensazionale.

Tutto ruota attorno ad una lettera di sette pagine scritta a mano dagli ex suoceri di un ex cecchino delle Sas, le forze speciali dell’esercito britannico.

La lettera compare la prima volta durante il processo militare al sergente Danny Nightingale, trovato in possesso di un’arma illegale.

I genitori della ex moglie hanno scritto all’ufficiale comandante in carica delle forze speciali quello che erano venuti a sapere dal soldato N (cosi é stato identificato):

Si vantava che le Sas fossero dietro alla morte di Diana. E disse a sua moglie che le XXX (probalbimente le Sas, ndr) avevano organizzato la morte della principessa e che poi c’era stato un insabbiamento

Già in passato ci furono simili accuse da parte dell’agente segreto britannico, Richard Tomlinson, che parlò di omicidio e di come la morte di Lady D fosse singolarmente simile al piano dell’Mi6 per uccidere Slobodan Milosevic.

Per ora sono tutte ipotesi che Scotland Yard cercherà di chiarire. Intanto la famiglia reale tace.

Il Principe Carlo si è rifiutato di commentare, cosi come i suoi figli William ed Harry che vogliono ricordare il sorriso e l’amore della mamma che ha conquistato tutto il mondo.

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