La coerenza del giovane Matteo

Feb 14 • AttualitàNessun commento su La coerenza del giovane Matteo

Il percorso di Matteo Renzi, dalla campagna per le primarie alle dimissioni di Enrico Letta

Da oggi non ci sono più alibi per nessuno, l’inciucio è battuto, non possiamo più aspettare per il cambiamento.

Queste le parole del sindaco di Firenze Matteo Renzi dopo la vittoria delle primarie del PD dello scorso 8 dicembre, quando si era candidato sfidando Cuperlo e Civati. Sembra ieri, eppure tante cose sono successe da allora.

L’Italia sta davvero “cambiando verso”, come recitava lo slogan scelto per la campagna delle primarie? La politica di Renzi ha fatto leva fin dall’inizio su un sovvertimento della politica attuale e della posizione del PD. Alle Primarie la sua campagna elettorale non si è svolta solo nelle piazze delle grandi città, ma anche sul web, in particolare su Twitter.

Il suo profilo, grazie anche allo staff, si è riempito di tweet come questi:

Da queste parole emergeva un Renzi agguerrito e sicuro di se; non sarebbe mai sceso a compromessi e avrebbe portato avanti la sua linea politica anche da segretario del partito.

Queste almeno erano le premesse. E quando Berlusconi è decaduto da senatore lo scorso 3 ottobre, le parole di Renzi sembravano andare proprio in quella direzione:

La politica italiana stava archiviando un’era durata vent’anni, e con il sindaco di Firenze alla guida del PD il centro sinistra guardava al futuro con favore e ottimismo.

Ma cosa è accaduto in realtà? La “rottamazione” è avvenuta? Non proprio. Basti pensare al fatto che il primo a recarsi da Berlusconi per discutere della legge elettorale è stato proprio Renzi, compiendo un enorme passo indietro. L’incontro con il leader di Forza Italia nella sede del PD provocò non poche critiche, alle quali rispose definendo le sue azioni come necessarie.

A conti fatti, fino ad ora l’unico ad essere stato rottamato è Enrico Letta, che ha poco fa rassegnato le sue dimissioni dopo il voto della direzione nazionale del suo partito, lasciando di fatto il suo ruolo di Premier al segretario del PD.

Spazio al nuovo che avanza, quindi, anche se ancora una volta si formerà un governo non generato da un voto. Il commento di Renzi è stato:

Ora non ci sono le condizioni per tornare alle urne perché non c’è una legge elettorale in grado di garantire maggioranze e perché il percorso delle riforme ancora non è stato avviato

Un ulteriore contraddizione rispetto alle dichiarazioni degli ultimi mesi. Intanto, i cittadini attendono che vengano fatte quelle riforme da tutti promesse e mai realizzate. Ora tocca a lui. 

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