Il percorso tortuoso di Fare per Fermare il Declino

Nov 7 • AttualitàNessun commento su Il percorso tortuoso di Fare per Fermare il Declino

Dai titoli di studio millantati da Oscar Giannino alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo, Fare per Fermare il Declino continua con un nuovo progetto


Le elezioni politiche dello scorso febbraio sono lontane, eppure c’è chi continua a portarsi addosso il fardello di un fallimento molto pesante. Stiamo parlando di Fare per Fermare il Declino, la forza politica d’ispirazione liberista che ha ravvivato l’ultima campagna elettorale con un programma chiaro e preciso e un leader carismatico, preparato e provocatore, Oscar Giannino. Purtroppo, l’epic fail dei titoli di studio millantati ma mai ottenuti ha fatto crollare l’impalcatura di un progetto che, in pochi mesi, aveva suscitato molto interesse nell’elettorato italiano.

Dopo quasi un anno, Fare è oggi guidato dall’economista Michele Boldrin, eletto coordinatore nazionale con una linea molto semplice: in Italia c’è un bella fetta di persone stanche dei partiti tradizionali e delusi dalla rivoluzione annunciata ma nemmeno sfiorata dal M5S, che chiede a gran voce di essere rappresentata da persone serie, competenti, non compromesse con il disastro degli ultimi vent’anni di gestione scellerata della cosa pubblica, e credibili.

Per riuscirci, Fare non basta, e l’obiettivo dichiarato dell’economista veneto trapiantato negli USA è quello di fondersi con altri movimenti, partiti e associazioni che condividono i punti salienti del programma redatto lo scorso luglio e provare a creare un’entità nuova, d’ispirazione liberal popolare, con la quale candidarsi alle elezioni europee 2014.

Come ha dichiarato Boldrin ad Affaritaliani.it:

Vogliamo dare vita ad un partito liberale, popolare, pragmatico, che faccia le riforme per davvero e che pensi a chi sta pagando la crisi

Infatti, il 24 ottobre Boldrin ha presentato presso la Camera dei Deputati il nuovo progetto, realizzato assieme a PLI, Liberali italiani, Partito federalista europeo, Progett’azione e Uniti verso nord, con i quali è stato sottoscritto un manifesto programmatico denominato “In Cammino per Cambiare”.

Durante la presentazione, e successivamente in varie interviste, il professore della Washington University in St. Louis ci ha tenuto a sottolineare che il dialogo con altre realtà non si è interrotto, anzi continua, perché da soli non si va da nessuna parte.

L’obiettivo è andare oltre l’orizzonte liberale per parlare a quelle persone che credono che in questo momento il problema sia lo Stato italiano, che deve essere rifatto. E’ la prosecuzione di quella idea che avevamo quando abbiamo dato vita a Fare per Fermare il Declino. Un partito liberale, popolare, pragmatico, che faccia le riforme per davvero e che pensi a chi sta pagando la crisi. Abbiamo avuto adesioni dai Radicali, da Scelta Civica, da Italia Futura. Anche Corrado Passera è interessato al progetto.

Purtroppo il progetto, seppure nei punti salienti molto vicino al programma/manifesto elettorale di Fermare il Declino, non è stato accolto molto bene da alcuni membri della direzione nazionale di Fare; infatti, nei giorni scorsi Silvia Enrico, Luca Ludovico, Enrico Martial e Gianbattista Rosa, più alcuni dirigenti regionali, hanno rassegnato le loro dimissioni dalla carica alla quale erano stati eletti, motivando la scelta con la loro opposizione alla linea politica attuale ed alla sua attuazione.

In un comunicato stampa, Boldrin ha informato i sostenitori di Fare delle dimissioni, ribadendo la fedeltà all’impegno preso, sin dal Manifesto del luglio 2012, e confermando l’intenzione a impegnarsi.

L’obiettivo resta sempre lo stesso:

Costruire quel soggetto politico che 151 anni di storia unitaria ci hanno sinora negato e di cui abbiamo urgente bisogno

Dopo tre giorni dalla presentazione di “In Cammino per Cambiare”, il 27 ottobre scorso, la coalizione guidata da Diego Mosna si è classificata seconda, con il 19,28%, alle elezioni per la Provincia autonoma di Trento. Il contributo di Fare è stato minimo, lo 0,8%, ma ha rappresentato un banco di prova importante per Boldrin & Co.

Il cammino è appena iniziato, ma la strada da “fare” è molta e il percorso assai tortuoso.

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