Guerra in Siria. Occidente Diviso

Set 2 • AttualitàNessun commento su Guerra in Siria. Occidente Diviso

Obama: Sono pronto ad ordinare un attacco in Siria. Putin: che gli USA forniscano prove


Dopo il no della Camera dei comuni britannica ad un intervento in Siria, le potenze occidentali sono divise tra interventisti e non.

Anche dopo la perdita dell’appoggio del loro storico alleato, gli USA non fanno un passo indietro: ancora chiaro il progetto di Barack Obama (nobel per la pace nel 2009) di attaccare militarmente obbiettivi sensibili della Siria, evitando però un’invasione terrestre. Inoltre il Presidente ha dichiarato :

Chiederò l’autorizzazione all’uso della forza ai rappresentanti del popolo americano in Congresso. Questo è il momento di mostrare al mondo che l’America tiene fede agli impegni. Facciamo quello che diciamo, e agiamo con il presupposto che la legge dona la forza, non il contrario. Oggi chiedo al Congresso di inviare un messaggio al mondo, di dire che siamo pronti ad andare avanti insieme come una nazione

E mentre Obama progetta la guerra, decine di manifestanti contro la guerra si radunano fuori la sede della Casa Bianca a Washington .

Stessa cosa a Londra, dove migliaia di persone sono scese in piazza con slogan anti-USA, bandiera siriana in pugno, denunciando le troppe similitudini con la guerra scoppiata in Iraq per le fantomatiche armi di distruzione di massa, la cui esistenza non è mai stata provata.

Contro l’intervento militare scende in piazza anche il popolo parigino nonostante l’appoggio che il Presidente francese, Hollande, ha dato ad Obama.

Contro la posizione USA, il Presidente russo Vladimir Putin che definisce “una totale assurdità” la ricostruzione dell’attacco chimico in Siria del 21 maggio, perché sarebbe un pretesto per un attacco militare esterno. Putin quindi chiede che gli USA presentino le prove di tale attacco al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, rinviando il dibattito al tavolo del G20, che si terrà proprio a San Pietroburgo.

Fortemente in critica con l’atteggiamento della Russia (appoggiata dalla Cina),la Cancelliera Tedesca Angela Merkel che dichiara:

È davvero deplorevole che la Russia e la Cina si rifiutino di aderire ad una posizione comune sulla crisi in Siria. Questo indebolisce in maniera considerevole il ruolo delle Nazioni Unite

La cancelliera tedesca inoltre sostiene che l’uso di armi chimiche dovrà avere delle conseguenze, benché escluda la Germania dal conflitto se non giunge un’autorizzazione internazionale.

In Italia il Premier Enrico Letta dichiara che non si entrerà in guerra senza l’appoggio dell’ONU.

La settimana prossima nel G20 di San Pietroburgo faremo di tutto perchè si trovi una soluzione politica al dramma siriano che ha già prodotto un numero intollerabile di vittime e di profughi. La rapida convocazione di Ginevra è oramai ineludibile” ma “Senza ONU noi siamo fuori

Di simile avviso anche Silvio Berlusconi, che denuncia la non coesione dell’Europa, sperando che l’incontro del G20 porti ad una soluzione politica e diplomatica del conflitto.

Situazione critica quindi per le potenze mondiali, che mai come adesso si trovano divise tra pace ed una guerra di cui, a dire il vero, non se ne sente davvero il bisogno.

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