Caso Alfano e Seldon Lady minano la credibilità dell’Italia

Lug 21 • AttualitàNessun commento su Caso Alfano e Seldon Lady minano la credibilità dell’Italia

Il caso Alfano e il rilascio di Seldon Lady a Panama pongono l’interrogativo sul peso internazionale del nostro Paese


In più occasioni, l’Italia si è trovata esposta ad azioni diplomaticamente aggressive di alleati che, in barba a trattati o accordi internazionali, hanno perseguito i propri obiettivi, facilitati dalla tacita accettazione di governi conniventi ed eccessivamente ossequiosi.

Emblema recente è il caso Abu Omarl’Imam di Milano che fu sequestrato il 17 febbraio 2003 nel capoluogo lombardo da uomini della Cia, e che denunciò di essere stato torturato dopo che fu trasferito in Egitto, attraverso la base di Aviano.

La notizia, apparsa sul Washington Post, del rilascio di Robert Seldon Lady ex capocentro della Cia a Milano, arrestato nei giorni scorsi a Panama e su cui pendeva un mandato di cattura internazionale per la condanna a 9 anni per il sequestro, è un vero schiaffo alla credibilità del nostro Paese.

Il rilascio è stato giustificato da Fonti del Ministero degli Esteri panamense con l’assenza di trattati di estradizione con l’Italia e perché la documentazione inviata da Roma era stata giudicata «insufficiente».

Il Ministro Cancellieri, dopo la richiesta di conferma del fermo, ha espresso il suo «rammarico» per l’accaduto e ha affermato che la domanda italiana è stata disattesa senza plausibili spiegazioni. In realtà, le motivazioni di questa vicenda si possono ritrovare nelle forti pressioni statunitensi nell’ottenere il rilascio e nella totale indifferenza verso le istanze italiane.

A questo si aggiungono i nuovi sviluppi sul caso kazako, la deportazione di Alma Shalabayeva in Kazakistan e il tentato arresto da parte della polizia italiana del marito dissidente Mukhtar Ablyazov, con l’interferenza di Astana che ha indebitamente pressato le Autorità italiane in maniera non del tutto regolare a intervenire.  

Una vicenda ancora più paradossale se si tiene conto del voto contrario del Parlamento alla mozione di sfiducia nei confronti del Ministro AlfanoIl voto ha scaricato tutte le responsabilità sui funzionari, che avrebbero agito con superficialità e sotto lo scacco delle autorità kazake, ree di aver esercitato pressioni definite eccessive. Questa ricostruzione è stata affossata dalle ultime prove emerse dalle note Interpol, inviate al nostro Ministero degli Interni dal Governo kazako. Infatti, dai cabli in allegato alla relazione presentata dal Capo della polizia Pansa si rende evidente come fosse stato reso noto che con il dissidente Ablyazov ci fossero la moglie e la figlia; per cui, si richiedeva esplicitamente la deportazione in Kazakistan delle donne senza peraltro che queste fossero colpevoli di alcun reato.

Il Ministro Alfano, quindi, sapeva della presenza delle due donne e della richiesta del Governo di Astana, e il voto del Parlamento ha avallato una versione dei fatti falsa, che in ogni caso accettava l’ipotesi che delle autorità straniere avessero disposto della Polizia italiana all’insaputa dei ministri competenti.

Si tratta dell’ennesima ratifica di menzogne da parte del Parlamento per motivi essenzialmente di opportunità politica. Non è troppo lontano il precedente del 2011, quando un altro governo e un altro Parlamento avevano accettato la versione di Silvio Berlusconi sul legame di parentela tra Ruby e Mubarak.

Come si può non credere che tutto questo non abbia ripercussioni sulla nostra credibilità all’estero? Come riporta anche il Financial Times, a commento delle ultime vicende, la credibilità italiana è messa severamente in crisi dalla continua mancanza di presa di responsabilità da parte delle autorità, che tendono ad auto-assolversi secondo logiche politiche.

Un caso emblematico da mesi è quello dei Marò, simbolo del fallimento della politica estera del Governo Monti: dopo il paradossale dietrofront della Farnesina, i due fucilieri italiani sono ancora detenuti in India.

Il Ministro degli Esteri Emma Bonino si è detta fiduciosa di un possibile ritorno dei soldati a casa per Natale:

Ho potuto riscontrare da parte delle autorità politiche indiane grande desiderio di chiudere in modo rapido ed equo per tutti questa vicenda. Non demorderemo. Credo che la costanza ci premierà e soprattutto riporterà a casa i marò con le loro famiglie.

È evidente che le autorità italiane più che deficitarie di costanza lo sono di credibilità. Dopo umiliazioni di anni di «Berlusconismo» e di «diplomazia del cucù», il lavoro dei governi, tecnici e di larghe intese, non sta riuscendo nell’impresa di far rialzare l’immagine del Paese.


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