Callcenter, scendono in piazza i lavoratori di Almaviva contact e Gepin per dire no ai licenziamenti

Mar 31 • AttualitàNessun commento su Callcenter, scendono in piazza i lavoratori di Almaviva contact e Gepin per dire no ai licenziamenti

Al grido Almaviva non si tocca, il corteo dei dipendenti di Almaviva contact e di Gepin Contact chiedono un intervento risolutore da parte delle istituzioni

Avevamo già parlato qui della crisi dichiarata da Almaviva Contact e il pericolo di circa tremila esuberi. Nelle varie sedi di Palermo, Roma e Napoli già nei giorni scorsi si sono organizzati, picchetti, sit in e manifestazioni fuori le sedi delle varie istituzioni. Questa mattina è stata la volta di Napoli con la manifestazione unitaria convocata da Cgil, Cisl e Uil, dopo il presidio di ieri da parte della Cgil davanti la sede del Consiglio regionale della Campania.

Un corteo colorato, rumoroso e arrabbiato quello che ha percorso le strade della città, partendo da via Brin per arrivare fino a Piazza Municipio per incontrare il Sindaco di Napoli e a Palazzo Santa Lucia sede della Regione Campania.

Insieme ai lavoratori Almaviva c’erano anche i dipendenti Gepin Contact, azienda di call center di Casavatore (Na) e Roma che a causa della perdita della commessa di Poste Italiane è anch’essa a rischio chiusura.

Il ruolo della politica

I lavoratoris scesi in piazza  chiedono una risposta forte delle istituzioni che possa tutelare il futuro e il lavoro di centinaia di lavoratori messi sul tavolo come fossero solo numeri o merce di scambio. Il sindaco De Magistris ha dato la sua piena disponibilità dichiarando la volontà di partecipare all’incontro del Mise il 18 aprile a Roma.

Ha manifestato il forte sostegno ai lavoratori di Almaviva e Gepin anche Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 stelle, che era oggi per strada con i consiglieri Michele Cammarano e Gennaro Saiello.

Questa crisi è solo la punta dell’iceberg di tutto il sistema lavoro che sta esplodendo in Campania. Proprio per questo, come Movimento 5 Stelle abbiamo chiesto un Consiglio monotematico sulla crisi del lavoro, con un amozione per fare in modo che la Giunta regionale si si mobiliti per evitare questi licenziamenti.

Alle parole è però venuta l’ora di far seguire i fatti perché non c’è più tempo da perdere se non vuole far diventare realtà una potenziale catastrofe occupazionale. L’inettitudine delle istituzioni, della classe imprenditoriale e dei sindacati ha generato l’ennesima crisi di un settore che continua a produrre instabilità e allarmi occupazionali. Il motivo è lo stesso che da tempo denunciamo: le continue delocalizzazioni e le aste al massimo ribasso che umiliano professionalità e dedizione di centinaia di persone che ogni giorno cercano di fare il proprio lavoro al meglio e con qualità. Perchè il tanto bistrattato mondo dei callcenter, in vaste zone d’Italia, soprattutto al meridione, resta l’opportunità lavorativa più valida per tanti giovaniche terminati gli studi universitari si trovano persi in quel mondo del lavoro che non riesce ad accoglierli se non per sfruttarli.

Giovani che cercano di costruirsi un futur, ma che invece giorno dopo giorno vedono sempre più umiliate le loro dignità. Quei giovani erano in piazza oggi a gridare la loro rabbia e saranno sul piede di guerra nei prossimi giorni per difendere il proprio lavoro, fino alla fine.

 

Le foto della giornata
Manifestazione Almaviva 31-03-16

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