Al via il semestre italiano di Renzi tra selfie, Telemaco e crescita

Lug 3 • AttualitàNessun commento su Al via il semestre italiano di Renzi tra selfie, Telemaco e crescita

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La ricerca della ripresa in un’Europa meno rigida sarà l’obiettivo di Renzi per il semestre di presidenza italiana al Consiglio dell’Unione europea

Con estrema preoccupazione devo dire che se l’Europa oggi si facesse un selfie, emergerebbe il volto della stanchezza, in alcuni casi della rassegnazione. L’Europa oggi mostrerebbe il volto della noia

Il Discorso di Renzi

Il semestre italiano rappresentato in maniera positiva dal logo della rondine, simbolo di rinascita e di ripresa dopo la crisi (di cui abbiamo parlato qui) è iniziato invece con l’immagine  di un “selfie” scattato all’Europa dalle parole di Matteo Renzi nel discorso d’apertura al Parlamento europeo.

La metafora che ha diviso la rete in reazioni discordanti, ha dato inizio al discorso del premier nella tipica dialettica “renziana”, molto appassionata e ricca di richiami alla storia, alla cultura e alla letteratura dei due Paesi che si sono avvicendati nella presidenza (Grecia e Italia) stabilendo quelle che sono le speranze e le priorità italiane per questo periodo.

Renzi ha più volte affermato la necessità di ridare un’immagine umana all’Unione recuperando quella dignità della politica europea, ormai anch’essa troppo distante dal comune sentire dei cittadini.

È una grande sfida per ritrovare l’anima dell’Unione europea, per ritrovare il senso profondo dello stare insieme. O c’è l’identità forte dello stare insieme o questa identità la perdiamo

Il premier ha affermato più volte l’impegno dell’Italia a voler riportare sul tavolo del dibattito il tema della ripresa cercando un compromesso che possa ridurre la rigidità tedesca sui vincoli di bilancio.

Cos’è la presidenza semestrale?

La presidenza del Consiglio dell’Unione europea è assunta ogni sei mesi a rotazione da ognuno degli Stati membri in base ad un ordine prestabilito. Il Paese presidente guiderà l’agenda del Consiglio, presiederà tutte le riunioni promuovendo le decisioni legislative e politiche e svolgendo un importante funzione di negoziazione tra i Paesi membri. Durante il periodo di presidenza prepara, coordina e presiede una serie d’incontri politici e di vertici internazionali e alla fine del turno, il Capo di Stato o il Primo Ministro devono presentare al Parlamento i risultati raggiunti durante i sei mesi.

Il semestre italiano capita nel periodo particolare d’inizio legislatura e nella fase di designazione dei nuovi vertici europei.

Matteo Renzi ha lanciato la presidenza italiana su alcuni obiettivi primari: la crescita, tassello indispensabile per il futuro dell’Europa oltre i vincoli rigidi dei trattati; la sfida delle Ict; quella dell’ambiente, dei cambiamenti climatici e delle risorse energetiche; il servizio civile europeo considerato un’opportunità di integrazione per i giovani; la questione dell’immigrazione e delle difficoltà dell’Europa di sentirsi come un’unica frontiera e non sola unione economica in cui ha ribadito il ruolo fondamentale della Gran Bretagna; la ricerca di una politica estera di spessore e da protagonista in contesti difficili come quello dell’Ucraina e del Medio Oriente.

Il primo ministro ha inoltre assicurato che non chiederà scorciatoie, né cambi di regole, ma ha ricordato che l’Europa non può vivere solo di stabilità e che la ricerca della ripresa è necessaria per far partire l’economia più della rigidità condotta da un rispetto cieco dei vincoli.

L’Italia è uno dei paesi fondatori dell’Unione europea, siamo tra quelli che danno di più e ne siamo felici. L’Italia viene qui per dire che per prima ha la voglia di cambiare e che crede nelle istituzioni europee. Noi siamo in Europa non per chiedere ma per dare


I precedenti

Questa è la dodicesima presidenza italiana dal 1959. Durante la precedente nel 2003 vide il discorso dell’allora primo ministro Silvio Berlusconi con la definizione di “kapo” data a Schulze in un famoso battibecco divenuto molto popolare su Youtube.

In undici anni si è passati dal “kapo” di Berlusconi al “selfie” di Renzi, con tante differenze ma uno stile simile da pubblicitario nel calamitare tutte le attenzioni, i consensi e le critiche.

Il leader del Pd ha comunque il merito di aver riportato il dibattito politico italiano in un binario reale  fatto di problemi lontano dagli scandali, dalle barzellette e dalla discutibile “diplomazia del cucù” del suo predecessore.

Gli appuntamenti

L’Italia guiderà le attività partendo dall’Eurogruppo del sette luglio, proseguendo con l’Ecofin l’otto, il Consiglio informale giustizia e affari interni il 10 e 11 luglio. Le date importanti saranno anche mercoledì 16, quando si voterà Jean Claude Juncker presidente della Commissione europea e verranno nominati i vertici delle istituzioni dell’Unione oltre che i nuovi commissari della squadra che partirà dall’autunno prossimo. Il semestre si chiuderà formalmente con il Consiglio Europeo del 19 e 20 dicembre.

Oltre ai buoni propositi da slogan ci si chiede però se rispetto alle belle parole si possa davvero considerare la presidenza italiana come una reale chance per il nostro Paese di influire sull’Unione e spingere l’Europa a cambiare.

Perché come ha detto molto efficacemente Renzi:

In Europa c’è una generazione nuova, la generazione Telemaco, formata da quelli che come me non avevano ancora 18 anni quando è stato siglato il trattato di Maastricht. Questa generazione ha di fronte un compito ancora più difficile di quello del padre di Ulisse: quello di raccogliere l’eredità dei padri fondatori dell’Unione e assicurare un futuro a questa tradizione. 

Sarà la solita utopia all’italiana?

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