Addio al subcomandante. Marcos annuncia il suo ritiro dalla guida dell’EZLN

Mag 27 • AttualitàNessun commento su Addio al subcomandante. Marcos annuncia il suo ritiro dalla guida dell’EZLN

Subcomandante MarcosIn un comunicato a sorpresa il Subcomandante Marcos annuncia il suo ritiro da guida dell’Ezln nella guerriglia messicana

Comandante comandante quando il cielo cadrà sulla terra questa guerra comandante vedrai finirà con tre stelle sul nostro appello finirà con i saluti come quando finisce una festa hasta siempre, hasta la vista comandante zapatista

Così cantavano i The Gang, gruppo folk militante italiano, nella loro “Comandante”, dedicata al Subcomandante Marcos.

ADDIO COMANDANTE

Subcomandante MarcosIl momento di salutare il comandante zapatista sembra ormai arrivato, con l’annuncio del ritiro del simbolo della lotta degli indios messicani.

Dichiaro che colui che è conosciuto come subcomandante ribelle Marcos non esiste più, la voce dell’Esercito nazionale zapatista di liberazione (Ezln) non sarà più la mia voce

È con queste parole che il Subcomandante Marcos, al secolo Rafael Sebastián Guillén Vicente (almeno secondo il governo messicano), ex-ricercatore dell’università di Città del Messico, si congeda dalla guida dell’EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale), il movimento marxista, anarchico e indigenista, operante in Messico nella zona del Chiapas.

EZLN

EZLN Messico MarcosFormatosi ufficialmente nel 1983, il movimento prende il nome da Emiliano Zapata, leader carismatico della rivoluzione messicana, da sempre in lotta per la difesa dei diritti collettivi e individuali degli indigeni messicani cercando di promuovere la costruzione di un nuovo modello di stato lontano dalle idee liberiste, a favore degli ultimi, inserendosi nella rete dei movimenti “alteromondisti”. Nel 1994 la dichiarazione di guerra allo stato messicano, dopo l’accordo di libero scambio con Canada e Stati Uniti.

UNA NUOVA GUIDA

Campesinos Messico EZLN MarcosCome si legge nel comunicato, la decisione di Marcos nasce da una necessità di cambiamento, di una nuova guida del movimento, che possa portare ad una riorganizzazione dell’esercito.

Non sono malato e non sono morto – ha scritto Marcos in un lungo messaggio – anche se mi hanno ucciso molte volte. La mia immagine pubblica è diventata una distrazione, per questo abbiamo deciso che Marcos deve morire oggi, perché Ezln cominci una nuova fase e affinché Galeano viva. Se mi permettete di definire Marcos, il personaggio, allora direi senza esitazioni che è stato un travestimento pubblicitario. Esiste ormai una generazione che può guardarci in faccia e ascoltarci e parlarci senza attendersi né una guida, né una leadership, che non pretende né di sottomettersi né di seguire un capo e quindi Marcos, il personaggio non è più necessario.

Sullo sfondo la realtà del Messico, un Paese dai molti volti, da un lato quello criminale, con i cartelli del narcotraffico impegnati in continue guerre per la conquista del territorio, dall’altro i poveri campesinos, sempre più sfruttati e malpagati.

FINE DI UN MITO

Subcomandante MarcosCon l’addio di Marcos finisce l’epoca del comandante con il passamontagna, dell’uomo diventato mito e punto di riferimento per una parte della sinistra radicale, che aveva costruito un’immagine leggendaria anche grazie ai suoi libri e alle sue poesie e diventato nel tempo una vera e propria icona no-global nella lotta al neo liberismo.

Anche se non sarà più il subcomandante, Marcos si è guadagnato un posto nella storia, accanto ad altre figure rivoluzionare dei nostri tempi.

Niente più battaglie, quindi, ma le sue parole, i suoi scritti, lo hanno reso immortale.

Aspiriamo a diventare cittadini come gli altri, vogliamo far parte del Messico, senza perdere la nostra specificità, senza rinunciare alla nostra cultura, senza smettere di essere indios. Siamo qui per vederci e per mostrarci, perché tu ci guardi , perché tu ti guardi, perché l’altro si guardi nello sguardo di noi. Siamo e saremo uno in più nella marcia. Quella della dignità indigena. Quella che ha il colore della terra. Quella che rivelò e svelò i molti Messico che sotto il Messico si nascondono e soffrono. Noi siamo i suoi portavoce. Siamo una voce fra tutte queste voci. Un’eco che ripete dignità fra tutte le voci. A esse ci uniamo, ci moltiplichiamo con loro

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