5 film di Woody Allen, a caso

Lug 30 • Attualità, SpettacoliNessun commento su 5 film di Woody Allen, a caso

Omaggio a Woody Allen, il più prolifico regista vivente: da “Io e Annie” a “Midnight in Paris”

Woody Allen è uno dei registi, sceneggiatori e – in secondo luogo – attori più infaticabili di sempre. Capace di realizzare ben 44 film nel giro di 49 anni, Woody Allen racconta ormai da mezzo secolo la realtà dal suo particolare punto di vista, con tutti i plausi, le critiche e le polemiche che ne conseguono. Uomo dalla vita privata abbastanza chiacchierata, il regista newyorkese è molto apprezzato per il suo sottile umorismo che non risparmia alcun tipo di tematica, dalla politica alla filosofia per passare a letteratura, arte, religione, sessualità. Tutti argomenti colpiti dal suo occhio critico e da un’invidiabile cultura. Il primo film diretto da Woody Allen è datato 1966 e si intitola Che fai, rubi? Già in quest’occasione, il pubblico può cominciare ad assistere ad una delle prerogative principali del regista: i numerosi cameo. Sono infatti 28 le apparizioni di Allen nei suoi film, spesso come protagonista, a volte come personaggio secondario o, come nel caso del film d’esordio, solo per pochi istanti. Tra le tante pellicole che portano il suo nome, alcune segnano tappe particolarmente significative nel percorso professionale di Woody Allen, o semplicemente sono tra quelle più apprezzate dal pubblico che lo segue. Tutte fermate di un percorso che ha fatto di Woody Allen uno dei registi più noti del mondo, soprattutto all’interno dello stesso panorama cinematografico. Partecipare ad un film di Woody Allen rappresenta, per molti attori, un passaggio cruciale della propria carriera. Un po’ come i calciatori che sono stati allenati da Zeman, per usare un paragone calcistico. Non è un caso allora che nel novero dei grandi attori che hanno recitato col regista di New York figurino i vari Diane Keaton, Mia Farrow, Kenneth Branagh, Winona Ryder, Charlize Theron, Leonardo Di Caprio, Edward Norton, Julia Roberts, Drew Barrymore, Natalie Portman, Hugh Grant, Billy Crystal. Fino ai recenti pupilli: Scarlett Johansson, Huge Jackman, Javier Bardem, Penelope Cruz, Owen Wilson, Alec Baldwin, Cate Blanchett, Colin Firth e Emma Stone. Tutti valorizzati dall’occhio e dalla cinepresa di Woody Allen. Operare una selezione accurata in questo senso non è molto oggettivo; quindi, meglio – per una volta -procedere a caso…

Io&Annie (Annie Hall) – 1977

In Io&Annie (e in ciò che il film rappresenta nel corpus dell’autore) c’è tutto Woody Allen. Il monologo iniziale del film, infondo, dice già tanto. Il rapporto d’amore tormentato, la psicanalisi, l’umorismo, l’introspezione e… Diane Keaton. L’attrice che veste i panni della protagonista, Annie Hall, ha avuto una relazione con Woody Allen in giovane età, tanto da essere stata definita dallo stesso regista come il suo grande amore, nonostante i due non siano mai convolati a nozze. Insieme, oltre a Io&Annie, Allen e Keaton hanno collaborato in altri sette film, da Provaci ancora, Sam del 1972 a Misterioso omicidio a Manhattan del 1993. Ad Annie Hall, però, sono stati consegnati i più importanti riconoscimenti, tra cui l’Oscar al miglior film, alla miglior regia e migliore sceneggiatura a Woody Allen e alla miglior attrice a Diane Keaton. Tuttavia, ogni volta che Hollywood deciderà di premiarlo con un Oscar, Allen non andrà mai a riceverlo personalmente mostrandosi sempre in maniera molto coerente contrario al premio e al suo significato.

Pallottole su Broadway (Bullets over Broadway) – 1994

L’intreccio tra commedia, azione comica e teatro è riassunto in Pallottole su Broadway, in cui Woody Allen si diverte a far disperare David Shayne, autore teatrale interpretato da John Cusack, in una rocambolesca sequenza di scene che vanno dalla realizzazione di un’opera ad un omicidio ad opera della mafia. L’ingarbugliato intreccio porta, tra tormentati compromessi e incredibili paradossi, ad una conclusione ancor più difficile da auspicare: il sicario mafioso Cheech, interpretato da Chazz Palminteri, finirà col diventare il vero autore dell’opera, tra suggerimenti e intuizioni (e omicidi) che aiutano sempre di più Shayne a realizzare il progetto.

Harry a Pezzi (Deconstructing Harry) – 1997

Nel 1997 Woody Allen si diverte a distruggere e cercare di ricomporre il personaggio di Harry Block (da lui stesso interpretato) in una pellicola che lega ancora una volta a doppio filo cinema e letteratura. Scrittore tormentato e uomo caratterialmente difficile, Harry vive situazioni sentimentali molto complicate che degenerano a causa della sua depressione e dei suoi comportamenti (ritorna anche in questo caso il tema della psicanalisi). Il percorso che lo riporta all’università da cui era stato espulso come personaggio ormai noto e scrittore di successo è estremamente simbolico. Ed è altrettanto simbolico che Harry si ritrovi – in questo particolare momento – solo e in fuga da una situazione a dir poco equivoca: circondato da tre figure reali (il figlio che ha appena “rapito”, una puttana e l’unico suo amico, che muore durante il viaggio da casa all’università), ma accompagnato soltanto dai personaggi fittizi dei suoi racconti, basati su situazioni che realmente ha vissuto.

Match Point – 2005

E’ l’occasione in cui Woody Allen scopre una fantastica Scarlett Johansson nel ruolo di Nola Rice, un’affascinante e giovane attrice statunitense di cui si invaghisce pericolosamente Chris Wilton (interpretato da Jonathan Rhys-Meyers), giovane e ambizioso irlandese che trova la sua fortuna sposando la sorella del suo ricco amico Tom Hewett. Ma la passione travolgente per Nola complica i piani, fino a trasformare l’apparentemente innocuo Chris in un insospettabile assassino. Tutta questione di fortuna perché, infondo, “chi disse preferisco avere fortuna che talento, percepì l’essenza della vita”.

Midnight in Paris – 2011

Fuori da New York ci sono solo due città al mondo dove mi sento a casa: una è Venezia, l’altra è Parigi.

A Venezia, Woody Allen ha girato alcune scene di Tutti dicono I love you, insieme a Julia Roberts. Parigi diventa invece la protagonista assoluta del film del 2011 (premiato con l’Oscar alla miglior sceneggiatura originale, venticinque anni dopo l’ultima statuetta vinta – e non ritirata, ovviamente). In Midnight in Paris la bravura e la profondità di Owen Wilson – che interpreta uno sceneggiatore di successo ma frustrato perché desideroso di sfondare come scrittore – sono superate solo dalle inquadrature che Woody Allen dedica ad una delle sue tre città preferite. Sullo sfondo di una doppia Parigi, quella odierna e quella di fine Ottocento, il regista dà vita ad un’opera molto interessante che tratta l’affascinante tema della “sindrome dell’epoca d’oro” passando attraverso gli occhi e le parole di grandi artisti come Hemingway, i Fitzgerald, Picasso, Stein. Ma Parigi è la capitale dell’amore che, analizzata dall’occhio critico e colto di uno dei più particolari narratori d’amore, cerca di dare il meglio di sé. Woody Allen dota di tormenti e coraggio il personaggio di Gil, capace di staccarsi dal monotono sogno borghese di un matrimonio con la sua ragazza americana da consumare negli States per rincorrere il suo pazzo sogno di restare a Parigi… ad amare e scrivere, lungo la Senna e sotto la pioggia.

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