Terra dei Fuochi, Don Maurizio Patriciello incontra il Presidente della Repubblica. Mobilitazione generale per ottobre

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Contrordine continua a dare voce alla battaglia di Don Maurizio Patriciello in difesa della “Terra dei Fuochi”. Il movimento si prepara per una grossa mobilitazione entro la fine di ottobre


In occasione della cerimonia per il settantesimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli, il 28 settembre, Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano da sempre in prima linea nella lotta ai roghi di rifiuti tossici nella Terra dei fuochi, ha incontrato il Presidente della Repubblica Napolitano al Maschio Angioino.

Come annunciato nei giorni precedenti dall’iniziativa “Cartoline dalla Terra dei Fuochi”, Don Maurizio ha consegnato, di proprio pugno, undici cartoline al Presidente Napolitano, raffiguranti mamme che hanno acconsentito a lasciarsi fotografare con un’immagine dei loro bambini morti di tumore e di leucemia, nella zona tra le province di Napoli e Caserta, gravemente colpita dal fenomeno dello sversamento e dei roghi di rifiuti tossici.

Un’iniziativa forte, promossa da un parroco coraggioso e sostenuta da tanti giovani e tante mamme, per chiedere aiuto allo Stato e non dover più piangere i propri figli.

Don Maurizio ha fatto notare al Presidente della Repubblica come il dramma della Terra dei fuochi e l’impegno dei giovani di quelle terre ricordino proprio le Quattro Giornate: questa volta, lo spettro, però, non è il nazismo, ma i roghi e chi inquina, avvelenando vite innocenti e rubando il futuro a chi ancora deve nascere.

Ormai della Campania Felix non resta che un vago ricordo. Ogni giorno, le campagne della provincia casertana e napoletana sono avvelenate e martoriate da roghi. Nubi scure ricoprono il cielo, rendendo irrespirabile l’aria. Molte industrie, per evadere il fisco, non smaltiscono regolarmente i rifiuti, preferendo bruciarli o sotterrarli nelle nostre campagne, con la complicità e l’ignoranza di gente che avvelena le sue stesse terre.
La corruzione continua a dilagare in maniera spaventosa, intrecciando gli interessi della camorra con quelli di politici e industriali. Finora, i pentiti provengono dalle sole fila della camorra. È così che, dopo l’input dato dalle rivelazioni di Carmine Schiavone con le interviste rilasciate a SkyTg24 e su ilfattoquotidiano.it, si sono intensificati i lavori delle forze dell’ordine sul territorio. Recente è lo scavo a Caivano, dove sono stati rinvenuti 60 barili di rifiuti tossici.

Eppure, nessuno si chiede come abbia potuto fare tutto questo la sola camorra, senza il silenzio delle istituzioni, la complicità del mondo industriale e la collusione della politica. Don Maurizio Patriciello lo sa, lo grida e, nonostante le bare bianche e le lacrime inconsolabili di centinaia di madri, sceglie la strada del dialogo.
Dopo aver portato all’attenzione del Papa il dramma della Terra dei fuochi, il sacerdote anticamorra, incontrando il Presidente Napolitano – politico di lungo corso, napoletano incapace di accettare che la sua terra non sia più la Campania Felix, ma terra di fumi e roghi tossici – continua la sua battaglia.

Il parroco di Caivano e la gente di Giugliano (cittadina dove sono disseminate ben 45 discariche abusive, nda) sono contro la costruzione di un termo-inceneritore a Giugliano, per smaltire 7 milioni di tonnellate di “eco-balle”, che inchieste giudiziarie hanno chiaramente dimostrato non essere a norma, col rischio, quindi, di trovarsi dinanzi a rifiuti tossici imballati illecitamente.

Le soluzioni prospettate da Don Maurizio al Presidente sono, perciò, altre: il dialogo sofferto con le istituzioni, la ricerca di un valido canale di comunicazione, maggiori controlli sul territorio, più presenza dello Stato nella vita dei cittadini. Se questi presupposti, però, continuassero a mancare, l’esasperazione e il dramma di intere comunità, cui è stato rubato il futuro, potrebbe portate a vere rivoluzioni, soluzione ipotizzata e subito scongiurata da Napolitano. Per ora, si persegue la strada della lotta pacifica, con manifestazioni e incontri. A chi ricordava che, in fondo, Giorgio Napolitano non abbia ancora calpestato di persona la Terra dei fuochi, gesto che sicuramente avrebbe un grande impatto sull’opinione pubblica, il sacerdote ha risposto che il Presidente, in occasione della marcia della pace del 4 ottobre, con partenza da Orta, farà pervenire un suo messaggio.

Noi attendiamo fiduciosi le sue parole, chiare e incisive, ma, soprattutto, un impegno concreto sul territorio. Intanto, dal gruppo Facebook La Terra dei Fuochi parte una grande mobilitazione:

We HAVE a DREAM – Per anni abbiamo subito l’onta di una manica di ladri e assassini. Da persone perbene, noi e soltanto noi, ne abbiamo sempre pagato in umiliazione e conseguenze.
Abbiamo un sogno. Entro la fine di Ottobre portare nelle strade del capoluogo di questa regione una delle più grandi manifestazioni che la storia possa ricordare. Una grande Mobilitazione Generale di persone perbene. Un corteo. Non di silenzio. Non di lutto. Ma di ribellione civile e di grande indignazione.
Mobilitiamo la società civile. Chiamiamo tutti a raccolta. Soprattutto la parte più giovane e viva di questa regione. Gli studenti. Quelli di ogni istituto superiore e delle università di Napoli, Caserta e delle altre province. Studenti. Insegnanti. Volontari. Tutti

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