Ilva, nessun rispetto per le vittime

[highlight]Per il Commissario dell’Ilva, Enrico Bondi, a Taranto si muore di sigarette e smog[/highlight]


Nessun rispetto per le vittime tarantine. Centinaia le persone ammalate o morte a causa dell’inquinamento prodotto dallo stabilimento del quartiere Tamburi: si stima una media di circa 1 decesso e 2 ricoveri al giorno.

Il Commissario Enrico Bondi, nominato dal Governo Letta per gestire l’acciaieria di proprietà della famiglia Riva, ha inviato una nota, con relativo rapporto allegato, in cui contesta i dati Arpa, secondo la quale esiste un nesso causale tra l’inquinamento prodotto dallo stabilimento e l’aumento dei danni alla salute dei cittadini residenti nelle aeree limitrofe.

Secondo il super manager, già coinvolto dallo Stato in precedenti gestioni delicate, a causare i tumori sono le sigarette e lo smog prodotto dalle automobili, e non l’emissione di diossina e metalli pesanti, né l’inquinamento da mercurio delle falde acquifere imputate all’Ilva in questi anni.

Reazione immediata del Presidente della Regione Nichi Vendola, che in più di un’occasione aveva espresso le sue perplessità a proposito della nomina di Bondi, sottolineando la strana corrispondenza tra la persona scelta dalla proprietà dell’azienda e quella indicata dal Governo.
[quote]I dati dell’Arpa sui danni salute sono chiari e precisi. Si confermano tutti i miei dubbi sull’affidare il ruolo di commissario all’amministratore delegato dell’azienda. Mi sarei aspettato dal commissario una più netta presa di distanza dall’approccio negazionista che Ilva ha tenuto negli ultimi vent’anni[/quote]

Il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha subito convocato il commissario per chiedere ulteriori chiarimenti sui risultati esposti agli organi regionali interessati. In effetti, nominare una persona super partes per valutare la situazione, e ritrovarsi con una nota che non fa altro che confermare la posizione assunta dalla famiglia Riva per anni, sembra uno spreco di tempo e di risorse pubbliche. Bondi ha contestato i criteri utilizzati dall’Arpa nell’eseguire i rilevamenti, come evidenzia la nota: «I criteri adottati e la procedura valutativa seguita dall’Arpa e dalla Regione Puglia nel rapporto sulla valutazione del danno sanitario dello stabilimento Ilva di Taranto presentano numerosi profili critici, sia sotto il profilo dell’attendibilità scientifica, sia sotto il profilo delle conclusioni raggiunte».

A sostegno della sua tesi, nel rapporto allegato alla nota, si mostrano dati, statistiche e diagrammi a dimostrazione dell’impegno della proprietà a ridurre negli ultimi anni l’emissione di sostanze tossico-nocive. Su quale base ci si debba fidare dei dati societari e non di quelli di un ente preposto al controllo ambientale sul territorio, qual è Arpa, non è dato sapere. Inoltre, se i dati sono stati raccolti come nel 2009, pubblicati senza certificazione di un Ente terzo, e quindi privi di qualsiasi validità scientifica, il dubbio è ancora più netto.

A pagare il prezzo di questo continuo tira e molla sono sempre i cittadini tarantini, che intanto si ammalano e muoiono di patologie legate alle emissioni dell’acciaieria, e non a causa delle sigarette. È difficile immaginare bambini di dieci anni ammalarsi di tumore ai polmoni per fumo passivo.

Accettare questa posizione, senza indagare a fondo, creerebbe un pericoloso precedente, facilmente applicabile a tutte quelle aree sottoposte a situazioni ambientali simili. Si pensi alla Campania, e in particolare alla zona denominata “Triangolo della Morte”. Sarebbe veramente inaccettabile sentirsi dire, dopo anni di sversamento di rifiuti tossici, che è tutta colpa del fumo o del traffico.

Un vero schiaffo alla dignità dei cittadini.


1 commento su “Ilva, nessun rispetto per le vittime”

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